La prima metà di stagione

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Catania Calcio v AS Roma - Serie A
In attesa della ripresa del campionato analizziamo grazie a Tommaso Fasoli tutte le squadre di serie A. Non è una semplice disamina, nemmeno una pagella come tante….passo dopo passo con un occhio al cinema e l’altro alla poesia si da un giudizio sulle 20 squadre di serie A. Oggi iniziamo con Atalanta, Bologna Cagliari, Chievo e Catania.

L’Atalanta e il tempio
La Dea, quella che ben dipinse Gianni Reno, significa : ” in equilibrio “. L’Atalanta, effettivamente, è in cerca della sua natura. Un treno ancora indefinito. A volte bene, a volte male. La salvezza è una certezza, il resto un punto di domanda. La crescita di Bonaventura è, invece, un dato di fatto. Un giocatore offensivo di corsa, con piede efficiente, e soprattutto bravo nell’inserimento sul secondo palo. A queste caratteristiche associa un buon colpo di testa e gol. De Luca, d’altro canto, ha la tipicità del giovane manzoniano: entusiasta, abbattuto, perseverante. È velocissimo, senza il tap-in da cannoniere. Per ora. Tra i giocatori che  hanno giocato meno, Matheu: difensore argentino, giá presente in Italia con la maglia del Cagliari. Tornato in Argentina, ha completato il suo livello di evoluzione. Sa muovere la palla e  intervenire in tackle. Difficile smuovere Manfredini, Stendardo, e Lucchini. Il reparto centrale difensivo è uno dei più completi della lega.

Bologna, question mark emiliano. 
Pioli è tra i migliori tecnici italiani. Chi guarda le partite dei rossoblu si accorge che le uscite sui portatori di palla avversari e le diagonali difensive sono quasi sempre perfette. Nonostante gli abbiano portato via Ramirez e Di Vaio, lui tiene a galla tutta l’armata. Due vittorie consecutive a San Paolo ( campionato e coppa Italia ) portano una carica energetica di spicco. Per completare il mosaico mancano i gol di Gilardino. Per il resto la squadra è diligente, talvolta eccessivamente aggressiva. La sorpresa può essere data da Pasquato: Pioli è chiaramente predisposto a dargli fiducia, ma allo stesso tempo calibra la sua evoluzione. 

Le guerre di Cesare e del Cagliari. 
La squadra vista contro la Juventus è stata elogiata. Da valutare, il complimento. Più che aggressiva, è parso un undici arrabbiato, che ad ogni fallo, riceveva una puntuale ammonizione. Il caos che ruota attorno allo stadio aiuta poco l’ambiente. Dal punto di vista del gioco, l’undici di Ficcadenti proponeva un calcio più piacevole, ma poco diretto. Gli uomini che scesero in maglia rossa in una delle prime uscite, a Palermo, disputò un primo tempo magnifico. Tempo di giocata veloce, linee correlate, esterni che si accentrano sull’appoggio del centrocampista. La coppia Pulga-Lopez ( probabilmente più Pulga di Lopez ), ha dettato, al contrario, un sistema meno architettonico, ma cinico. Un inizio straripante, poi la nebbia. Da verificare se si tratta solo di un momento, o qualcosa di più grave. In attesa dei gol del cileno Pinilla, che ha avuto parecchi infortuni in questa prima frazione di campionato. Una nota: Ekdal. Se ne parla poco, ma della sua annata, è uno di quelli che vanta più presenze nella categoria. Non si lamenta, corre, rincorre, e ha piedi eleganti. Gaston Ramirez, l’ex del Bologna, ha giocato la sua stagione migliore quando era affiancato da Ekdal: perchè è il giocatore che ti chiude perfettamente l’uno-due, che ti crea lo spazio per la conclusione. Il perfetto duettista per lo spettacolo di Chaplin.

“Catanya”
La meravigliosa cittá siciliana va pronunciata con l’accento sudamericano. Una colonia argentina di giocatori.
Ecco perché la trasposizione della lettera ” i ” in ” y ” diventa automatica.
Rolando Maran ha un’idea di calcio più chiara della disciplina di Alfred Hitckock. Il regista di film gialli che mangiava regolarmente alle 12.00. Nel caso in cui il pasto arrivasse anche solo pochi minuti più tardi, lui lo rifiutava. Categorico. Quello che sulla carta viene proposto come 4-3-3, si rende ogni domenica come un 4-5-1. Il lavoro più dispendioso lo fanno sostanzialmente tre giocatori: Lodi, che si fa esecutore del primo pressing; Gomez e Barrientos ai lati, che devono rispondere giuridicamente al comma di scendere dietro la linea della palla. Ecco perchè l’unica vera difficoltà del Catania può essere data dal contesto nel quale decide di operare: si difende organizzati, con le linee vicine, ma allo stesso tempo rinunciando a metri dalla porta avversaria. La logica è la medesima che l’allenatore trentino utilizzó a Varese l’anno scorso. Rivas e Nadarevic funzionavano come i due estremi di un’insieme chiuso:  sul campo di esistenza, leggi solo quei due numeri; effettivamente sono loro a creare la visibilità della teoria applicata. Bergessio punta. C’è stata una partita, però, nella quale Rolando Maran, ha pensato di offrire totalmente la sua tela al trittico argentino: Gomez,Castro,Barrientos davanti. Di 7-8 metri più alti rispetto al solito. Ora sì, un vero 4-3-3. Questo è successo a Pescara, nell’ultima gara del 2012. La partita è stata persa, ma probabilmente è la chiave per puntare a terre straniere. Gomez è un giocatore di pochi metri, decisivi, che deve percepire la porta; altrimenti cade nell’errore della sua stessa dote: porta troppo palla, e si rallenta, oltre a “develocizzare” la scena. Barrientos, invece, potendo tagliare al centro e sfruttando il contromovimento dello stesso Gomez, si incarna in un regista della trequarti. Perchè, effettivamente, “El Pitu” è proprio questo.
Il giudizio finale non si può dare a evoluzione in corso. Il presentimento, però, assomiglia alla prima scena di ogni puntata del tenente Colombo: si studia il come arrivarci, ma l’obiettivo è giá prestabilito.

Il lancio della moneta ( Chievo )
Il 4-3-1-2 di Corini è a tutti gli effetti un 4-4-2. Esterni accentrati ( Guana ed Hetemaj) e punte in movimento ( Thereau e uno tra Pellissier e Paloschi ). Vero che si difende molto compatta, ma riparte con molti uomini. Narrando le ultime gare, la squadra cerca il petto di Paloschi, che si appoggia al centrocampista. Thereau a ricevere, mentre corre nella profondità. Lui diviene il comandante della manovra: muove il timone, sposta le onde, mirando all’obiettivo. Forza e potenza concentrate in un fisico longilineo ed armonioso.
I tre punti di Cagliari e in casa contro la Roma sono accomunati da un elevata dose di fortuna. Quella che nel corso del campionato viene solitamente equiparata dall’altra faccia della medaglia. Tuttavia, il gioco sembra chiaro ai calciatori. Per gli appassionati la nota dolente che riporta il nome di David Di Michele: ormai relegato in panchina, chissà che non riemerga in primavera. Quando i ritmi calano, e la tecnica risorge.

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