La prima metà di stagione (Parte IV)

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In attesa della ripresa del campionato analizziamo grazie a Tommaso Fasoli tutte le squadre di serie A. Non è una semplice disamina, nemmeno una pagella come tante….passo dopo passo con un occhio al cinema e l’altro alla poesia si da un giudizio sulle 20 squadre di serie A. L’ultima puntata è dedicata a Roma, Sampdoria, Siena, Torino e Udinese
La marcia su Roma 
Andrea Corti ha scritto un piccolissimo breviario su Zdenek Zeman. Da questo libro si deducono spunti efficaci: l’idea, nonostante i mutamenti del circostante, rimane salda. E questo non significa essere retrogradi o di mentalità chiusa. Se mai, il contrario, di testa aperta, lucida, ma soprattutto, coerente. I giallorossi sono, tecnicamente, i calciatori piú forti del campionato. Lo possono essere anche a livello di gioco. Pjanic è fenomenale, Totti più longevo di Ulisse. Con la differenza, che quando torna a casa dopo un viaggio di vent’anni, Argo lo riconosce ancora. Castan e Marcos bravissimi. il primo vanta una maggior uscita palla al piede; il secondo, quelle poche volte che non arriva per lettura, recupera grazie a una tempestiva velocitá. Bradley è il giocatore che meglio ha capito il gioco del maestro boemo. Ancora un pò impreciso a livello di tocco, ma imprescindibile al momento. Osvaldo è la tigre di Mompracen, con il problema di attaccare troppo poco il primo palo. Se rimane meno aggrappato alla giocata fuori dall’area, segnerà oltre venti reti. Tachtsidis e Destro da aspettare. Sicuri giocatori del domani, perchè stavolta di loro ” v’è certezza”. 
U.C. Sampdoria, una guerra tra pirati.
Il baciccia, la silhouette raffigurante il pescatore barba e pipa, è uno degli stemmi più belli della Serie A. Così come il sito web della squadra.
Ciro Ferrara ha collezionato 17 punti, anzi 18, senza contare il punto di penalizzazione. Eppure è stato esonerato. Talvolta è incomprensibile la pretesa del fine: chi si salva, ha una media di 1,5/1,6 punti a partita. Forse meno. Ferrara vantava un rapporto esatto di 1 a 1. Quelle sette sconfitte a fila e la spaccatura societaria divisa in due franchigie ( Sensibile-Ferrara contro tutto l’impianto aziendale ) ne hanno determinato l’addio. Probabilmente con un Maxi Lopez stabile, i punti ad oggi sarebbero 20-21. Gli esterni sono la chiave del gioco, insieme agli spostamenti delle punte. Icardi ancora acerbo come il primissimo John Keats, ha talento. Ora la barca è affidata a Delio Rossi. Un combattente col coltello tra i denti. Vedremo.
Epigrammi senesi. ( A.C. Siena )
Se l’obiettivo è rimanere nella categoria, ci si aspetterebbe almeno di partire a zero punti. Invece, sei punti di penalizzazione sono come beccarsi il guidatore germanico in Taxisti di Notte. Non si arriva più a Manhattan.
Serse Cosmi pur avendo ottenuto 17 punti, in effetti 11, è stato cacciato. L’allenatore dal cappellino vanta una laurea in ISEF. Inoltre a Coverciano, ha ottenuto il patentino di allenatore con una tesi ( premiata con la lode ) intitolata “Il Trequartista”. Di fatti, lo era anche da calciatore, e questo testimonia la sua idea di gioco. Non rinuncia alla tecnica, prediligendo il raccordo centrocampo punta. Era una squadra che provava a giocare, sempre, col tocco di prima. Ora, Iachini. Corsa,corsa,corsa il suo diktat. La città più bella ha tante chances di salvarsi quante quelle di Weierstrass di divenire avvocato.
Un mistero: Matias Martinez, ex Racing Avellaneda, non ha mai visto il campo, quasi mai la panchina. Si dice, per scelta tecnica. Chi lo conosce, resta stupito. Da pochi giorni è stato rispedito in Argentina.
Educazione sentimentale ( Torino )
Quando ottieni meno di quello che meriti, la pensi come Flaubert:” Non c’è peggior cosa del vedersi fallire dove i peggiori trionfano”. Ventura, uno dei pochi maestri di calcio rimasti, lo sa meglio di chiunque. Sempre indefinita la situazione legata a Rolando Bianchi. Quando di qualcosa se ne parla sempre, c’è del movimento sotto. Ogbonna è forte, con la testa dell’esperto. Gillet, a volte non impeccabile, ha un girone a disposizione per confermare il suo essere stato perennemente sottovalutato. È una squadra impostata, con una memoria incisa e degli schemi prestabiliti. Improbabile un tracollo, con la richiesta di una fortuna in più.
I raggi sciolgono il gelo friulano ( Udinese ) 
Partita col freno tirato, causa Maicosuel. La mancata qualificazione ha colpito e affondato la psicosi friulana. In ripresa netta nelle ultime gare, molti giocatori sulla via del recupero. Sará una seconda parte di stagione piú che positiva. Magari non arriveranno i risultati degli anni scorsi, ma ci sono giocatori forti.
Muriel su tutti. La corsa di Basta, sperando senza il tentativo di simulare The Mask, e il cambio passo di Pereyra,  risultano fondamentali per accelerare la manovra. Altrimenti, una squadra, che fatica a costruire da dietro, ha difficoltà ad eseguire l’azione. Angella e Harteoux le novità. Non velocissimi, ma con un senso dell’anticipo ottimo. Vanno sempre incontro all’avversario che riceve palla senza la foga della marcatura, ma con la consapevolezza di rubargli il tempo. E ci riescono sempre. In quel caso inizia la manovra dell’Udinese, che si trova con la difesa alta e gli attaccanti avversari troppo lontani per recuperare. Movimento a tagliare di Di Natale, Pereyra all’inserimento e Muriel che vuole la palla sui piedi.
Attenzione, che silenziosa, può essere un nuovo caso per l’ispettore Maigret.
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