Dino Baggio e il suo Parma – Juve

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Sul campo è finita 1-1, esattamente come nell’ormai lontano 2000 che lo vide sul prato del Tardini. L’ex centrocampista dei gialloblu e della Nazionale Dino Baggio ha parlato di quel match, Parma – Juventus, e della squadra ducale di oggi, che non lotterà per i vertici della classifica come allora ma che sta regalando parecchie soddisfazioni ai tifosi. Tredici anni fa il giocatore originario di Camposampiero fu protagonista di un gesto controverso, che lo vide mimare il gesto dei soldi al direttore di gara Farina di Novi Ligure. “Fu una direzione a senso unico – afferma Dino Baggio -, l’arbitro punì con il rigore il contatto fra Torrisi e Inzaghi, espellendo il nostro difensore che in realtà subì fallo”. E  poi Baggio si vendicò stendendo in maniera brusca Zambrotta. “Ma anche in nove riuscimmo a pareggiare nel recupero con Crespo, che impazzì di gioia“.

Tornando su quel gesto: “Non sono pentito, lo rifarei, avevo precorso i tempi rispetto a calciopoli. Sul campo ci rendevamo conto che qualcosa non andava, 6 anni dopo la giustizia ha dato ragione ai miei sospetti”. E c’è chi dice che forse per questo non vestì più la maglia dell’Italia, a cominciare da Euro 2000. Quella mancanza di tatto gli costò una squalifica di due turni e 200 milioni di lire di multa da parte del Parma, oltre alla maglia azzurra. “E’ divertente ricordare come la mia punizione fu decisa dall’allora presidente della FIGC Luciano Nizzola, che aveva amicizie ben note“. 

Dino Baggio poi ritrova il sorriso ricordando alcuni dei momenti più belli della carriera: “La prima delle mie tre Coppe UEFA, proprio con la Juve. Segnai un gol all’andata e due al ritorno contro il Borussia Dortmund, poi l’ho alzata al cielo altre due volte col Parma. Indimenticabile. Ed ancora, Euro ’96 e Francia ’98 da protagonista”. I momenti meno belli invece: “Come non citare quel coltello che mi colpì in Polonia contro il Wisla Cracovia, me la cavai con 5 punti di sutura e tanta fortuna”. Chi sono i nuovi Dino Baggio oggi? “Senz’altro Marchisio e Montolivo, vedo molto di me in loro“. E ora cosa vuole fare da grande? “Ho maturato un pò di esperienza allenando i giovanissimi, sono pronto per una prima squadra”.

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