Storia del Calciomercato: le società entrano in Borsa

Christian-Vieri-Italy

Un passaggio cruciale. Quello dagli anni Ottanta ai Novanta rappresenta per il calciomercato un momento importante soprattutto per il cambio di mentalità.

Anzitutto dal punto di vista societario. Inizia il Tottenham nel 1983 e poi proseguono Lazio e tutte le altre il decennio dopo: le società calcistiche fanno il loro ingresso in Borsa diventando società per azioni. Questo è un mutamento determinante perché da questo momento i conti sono sotto gli occhi di tutti e quindi dovrebbero essere trasparenti. Dovrebbero, perché quando si arriva a interessi costantemente a nove zeri tutto si complica.

A proposito di nove zeri, i trasferimenti miliardari anche negli anni Novanta sono all’ordine del giorno. Gli operai guadagnano poco e il resto della popolazione italiana non se la passa di certo molto meglio, proprio per questo motivo le operazioni di mercato fanno sempre più scalpore. Gli anni Novanta si aprono con il cambio di maglia di una bandiera della Fiorentina, il divin codino Roberto Baggio, dalla Viola alla Juventus per venti miliardi di lire. Ben spesi, viste le delizie che il fantasista regalerà poi agli occhi degli appassionati e tifosi bianconeri. Nessuna cifra, però, potrà mai far accettare ai tifosi toscani quell’affronto, vista anche la storica rivalità con la Vecchia Signora. E quindi ecco di nuovo i tifosi scendere in piazza contro la dirigenza viola e la sua decisione di cedere Baggio.

Tuttavia, quello del numero 10 italiano per eccellenza non è il trasferimento che fa più discutere in quegli anni. Sono due i “colpi” di mercato che animano gli anni Novanta. Il primo soprattutto per una questione economica, tanto che viene chiamata ad intervenire persino la magistratura che poi apre un’inchiesta per un sospetto di fondi neri. Si tratta del passaggio di Gianluigi Lentini dal Torino al Milan per una cifra che, rispetto al valore del giocatore, dire spropositata è un eufemismo: ben 40 miliardi di lire. Il doppio di Baggio per un calciatore che non vale neanche la metà del divin codino. È lecito avere qualche dubbio. Da questa operazione di mercato in poi si perde totalmente di vista la razionalità e inizia una girandola di offerte miliardarie tanto che è proprio in questi anni che si gettano le scellerate basi del declino economico di gran parte delle società calcistiche del panorama europeo.

Già nel 1987 la Gazzetta dello sport pubblica un articolo che esplicitamente parla di sistema a rischio implosione a causa dello sperpero eccessivo di denaro. Questo avverrà oltre una ventina di anni più tardi con la cancellazione di società anche blasonate. Ma, come spesso accade in Italia, fino a quando non si arriva al ciglio del baratro non ci si rende conto di quanto sta succedendo. È un decennio di eccessi e di sregolatezza per quanto riguarda il calciomercato. Un periodo del genere non può che concludersi con l’operazione dei record che vede coinvolto un giocatore che della sregolatezza ha fatto uno stile di vita.

Nel 1999 Christian Vieri, bomber di razza che ha sempre badato legittimamente a monetizzare il proprio talento in area, passa dalla Lazio all’Inter con un’operazione che costa al patron nerazzurro Massimo Moratti ben 90 miliardi di lire.

Si grida allo scandalo, ma soltanto perché ancora non si sa cosa succederà pochissimi anni dopo, quando la situazione economica delle società diventerà davvero un problema da affrontare bilancio dopo bilancio.