Storia del Calciomercato: Cragnotti, Crespo e il crack Cirio

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Dopo anni di grandi spese,  fra le quali vanno ricordate non solo quelle dei diversi presidenti del Napoli – Ferlaino in testa – ma anche quelle di Moratti dell’Inter, degli Agnelli della Juve e di Berlusconi al Milan,  arriva, come prevedibile, la grande crisi.

Cambia il millennio, si entra nel Duemila e, dopo aver scoperto che il nuovo secolo non fa paura, iniziano le prime difficoltà economiche. “Stiamo vivendo sopra le nostre possibilità” dirà qualche anno dopo il presidente di una delle squadre che militano in Serie B. E avrà ragione. Certo, se qualcuno lo avesse ammesso prima, forse non si sarebbe arrivati al crack di alcune società.

Ma andiamo con ordine: siamo all’inizio del Duemila e la Lazio mette a segno un colpo stellare: ben 110 miliardi di vecchie lire per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante argentino del Parma Hernan Crespo. Grande giocatore e goleador di razza, senza dubbio visto che è anche poi stato inserito da Pelè fra i 125 giocatori più forti di sempre.

Arrivato alla Lazio nell’anno dello scudetto biancoceleste, quindi di certo un gran colpo che aiuta non poco la squadra romana. Fa però discutere tanto per il costo del trasferimento quanto per l’ingaggio del giocatore. Una cifra da capogiro del genere implica infatti una situazione finanziaria molto solida da parte del club che la sborsa. E invece così non è, visto che pochi anni dopo arriva il crack Cirio, azienda guidata dal presidente della Lazio Sergio Cragnotti.

Questi sono gli anni in cui i calciatori cosiddetti top players riescono a raggiungere stipendi di addirittura 10 milioni di euro, visti i lauti compensi derivanti anche dallo sfruttamento della loro immagine a scopi pubblciitari.

All’inizio del nuovo millennio le società non vogliono darsi per vinte e continuano a cullarsi nel sogno di vivere in un mondo dorato nel quale i debiti sono solo sulla carta, ma non rappresentano cifre da pagare realmente. Invece non è così e il mondo del calcio se ne accorgerà presto.