L’Uomo in Più – Alessio Cerci

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Eh si cari amici, care amiche questa settimana l’”Henry di Valmontone” ha fatto davvero un figurone, per di più a San Siro, alla “Scala del calcio”.

Alvaro Pereyra lo sta ancora cercando lungo la fascia sinistra dell’Inter. Lui sta gia… dall’altra parte. Grazie alla sua prestazione maiuscola è tornato al gol perfino un bomber dalle polveri davvero bagnate, quel Riccardo Meggiorini cresciuto tra l’altro proprio nella “cantera” dell’Inter, ma mai troppo rimpianto dalle parti di Appiano Gentile.

I rimpianti forse vengono guardando la carriera di Cerci. Si ha l’impressione davvero di un talento cristallino non del tutto sfruttato, se si pensa che a 16 anni Capello lo aveva fatto esordire in serie A e si era scomodato addirittura un paragone con il grande Bruno Conti. Cerci comunque ha ancora “soltanto” 25 anni. Chissà…

In A Cerci non ha mai raccolto più di 24 gettoni: a Firenze, 2010-2011. Quella la sua stagione migliore nella massima serie, con 7 reti. Cerci nel Toro è a quota 3 gol: Fiorentina, Siena e Pescara. Avanti con questo ritmo, con questa media, e a fine campionato potrebbe celebrare il suo record personale tra presenze, assist e reti.

E dire che… «E dire che ho temuto di essermi rotto quando ho preso quella brutta botta alla gamba nel primo tempo contro il Pescara. Sono dovuto restare a terra un bel po’, mi hanno dovuto aiutare i massaggiatori e il medico, per parecchi secondi ho avuto paura che si trattasse di un infortunio grave. Invece pian piano mi sono rimesso, per fortuna».

Aveva iniziato contro la Sampdoria a Marassi, praticamente un girone fa, creando i presupposti del gol su rigore di Bianchi. Si era ripetuto con l’Atalanta, disegnando un assist dopo l’altro per il 5-1 finale dei granata a Bergamo, risultato a dir poco clamoroso. Dopo un paio di gol altre illuminazioni per i compagni, a Pescara, poi le ultime invenzioni contro l’Inter: due assist a Meggiorini e Inter colpita e (quasi) affondata

Alessio Cerci sta davvero risorgendo a Torino grazie a Ventura. Per l’ex viola non pesano solo le 19 presenze, da tempo firmate con sempre minor discontinuità e sempre maggiore incisività: è la qualità che sta facendo la differenza, con l’impegno. E magari, data la penuria di esterni di qualità, Prandelli … un pensiero …