La Coppa d’Africa dopo le semifinali

La storia del Burkina Faso in finale della coppa d’Africa 2013 è una storia di calcio, non è una storia di rivendicazione sociale, di risorgimento africano, di lotta al colonialismo, all’egemonia culturale europea o altra fuffa retorica che si scrive e legge in questi casi.

È la storia di una squadra che pratica un calcio offensivo e bellissimo, tipico dell’Europa centrale, che richiama alla mente la scuola olandese, anche se in realtà il suo allenatore, Paul Put, è belga. La squadra non ha nessun campione, ma guardandone le partite vorresti che il presidente della tua squadra del cuore comprasse due o tre calciatori dal nome sconosciuto e con maglia verde.

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I fatti, asciugati da tutta la panna montata iperbolica, dicono che i burkinabé hanno eliminato l’Etiopia ed i campioni in carica dello Zambia nel girone iniziale, hanno buttato fuori il Togo di Adebayor nel quarti ed il Ghana di Asamoah in semifinale. Lo hanno fatto con grande intelligenza tattica: mettendoci classe e tecnica quando lo avversario lo consentiva, e corsa ed umiltà quando giocare di fioretto non avrebbe portato a niente.

Il cammino degli stalloni è da leggere in questa chiave di letturaL’estetica ha avuto il suo momento di gloria nel 4-0 all’Etiopia, tanto bello da ricordare il calcio totale à la olandese e il gioco di Guus Hiddink. Nelle partite ad eliminazione di diretta con Togo e Ghana la coralità del gioco espressa nella fase precedente si è vista solo a tratti. Ma questa è stata una dimostrazione di umile intelligenza, non di testarda arroganza. Ghana e Togo giocavano in modo differente rispetto alle squadre eliminate nel girone iniziale, affidandosi ai loro campioni e concedendo di conseguenza meno spazi. Il Burkina Faso ha mostrato la sua maturità tattica proprio in queste sfide non cercando con ansia il fraseggio tecnico, ma aspettando con pazienza il momento giusto per colpire.

Questo tipo di gioco pretende grande tenuta atletica: gli undici in campo devono avere nelle gambe 90 minuti di tagli, contro-tagli e ripartenze; il tutto mantenendo la concentrazione per non concedere niente ad avversari più esperti e tecnici. Personalmente, temevo un crollo fisico, cioè, che i supplementari della sfida contro il Togo potessero pesare contro il Ghana, avversario più fresco per aver sconfitto Capo Verde in soli 90 minuti. Invece il differente impegno richiesto nella sfida precedente non si è visto.Anzi, è successo l’opposto: il Burkina Faso ha giocato alla pari, se non meglio del Ghana, nei 90 minuti minuti regolamentari, ed ha dato una dimostrazione di forza nei supplementari, creando numerose occasioni da gol, sprecandone alcune decisamente clamorose. Ai rigori si pensava potesse arrivare la beffa, ma così non è stato. La sfida si è conclusa con un cucchiaio di Aristide Bancé, e successiva esultanza strafottente, proprio come se il suo nome fosse Cristianoronaldo7.

Unica nota storta della serata è stata l’arbitro tunisino Jadidi, incappato in una nottata tutta sbagliata, che, dopo aver regalato il rigore del vantaggio al Ghana nel primo tempo, ha negato la gioia della finale a Pitroipa, ammonendolo ingiustamente per una simulazione che ha visto solo lui. Dispiace questa decisione perché la squalifica farà saltare la finale ad uno dei protagonisti del torneo.

La partita che assegnerà la coppa sarà giocata contro la Nigeria, altra protagonista inattesa. Le super aquile, infatti, non erano partite per essere protagoniste nel torneo, ma hanno dimostrato nel corso della manifestazione una crescita costante. I 4 schiaffi a Mali, che seguono l’ottima prova contro la Costa d’Avorio, le danno il ruolo di favorita contro in finale.

I tifosi nigeriano hanno piena libertà di fare gli scongiuri dato che fino ad ora il ruolo di favorito è stato sempre fatale agli avversari del Burkina Faso.

In barba alle pernacchie che hanno molestato le mie orecchie più delle vuvuzela, persisto nel fare il pronostico per le ultime due partite rimanenti.

Finale 3° e 4° posto: Ghana – Mali

Vincerà il Ghana abbastanza facilmente; troppo elevato il gap tecnico. Al Mali rimarrà la soddisfazione di un ottimo torneo, e al Ghana una medaglia di bronzo al sapore di sconfitta per una competizione che sarebbe potuta finire diversamente dopo i fasti del mondiale 2010.

Finale: Nigeria – Burkina Faso

Nigeria favorita per gli uomini in campo, ma l’organizzazione del Burkina ha ampiamente dimostrato di essere adeguata a reggere l’urto. Partita da tripla, ma dico Nigeria.

autore: Edoardo Caravella  fonte: trappoladelfuorigioco.wordpress.com

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85