Lavagna Tattica: Fiorentina, dal 3-5-2 al 4-3-3

Fiorentina Inter jovetic

Nerone ha fatto un’altra vittima. Dopo il figlio di Agrippina, tocca all’Inter. La Fiorentina vista contro i nerazzurri si è messa per novanta minuti nelle vesti dell’imperatore romano. Quello che suonava la cetra, mentre la città bruciava. La contrapposizione dei colori è risultata netta: la viola ha colpito come una freccia la stoffa bianco azzurra.

I toscani sono ripartiti nel 2013 con le cinture allacciate. Si è detto di una squadra che in ogni caso portava a casa la prestazione. È vero, ma fino ad un certo punto. Qual era il problema della Fiorentina? Gli uomini di Vincenzo Montella fanno del culto del possesso la loro più grande arma. Claro a todos. La tentazione di un gioco di questo tipo è l’eccessiva occupazione della linea orizzontale. Se uno dei due attaccanti è Jovetic, il cerchio si chiude: scende sempre a chiedere la palla sui piedi, determinando la formazione di un tratteggio a sei giocatori. Cuadrado non fa il movimento senza palla nella profondità, con la conseguenza che Toni, solo come una statua d’ebano in contemplazione, è l’unico perno di un sistema senza verticalità. In realtà la risoluzione, che credo Montella abbia maturato nella sua mente, sta nel mantenere quell’idea di gioco, ma trasportarla dieci metri più avanti. Ed è la chiave di volta generata dal 4-3-3. Succede che Cuadrado e Ljajic ( citando i giocatori stasera impiegati ), permeano il possesso, non abbassandosi nella zona dei centrocampisti, ma realizzando nel feudo da loro stessi presieduto, il medesimo stile di impostazione. Il dribbling di Ljajic in area di rigore è diverso da una finta sulla trequarti avversaria. Inoltre è un modulo che permette di portare un numero maggiore di giocatori nella zona di gioco: la punta esterna a ricevere( Ljajic), la mezzala per l’appoggio ( Borja Valero ), il terzino in sovrapposizione ( Pasqual) , la punta che converge per l’uno-due( Jovetic) , l’attaccante esterno che taglia dentro l’area( Cuadrado ) e l’altra mezzala a ridosso dell’area di rigore ( Aquilani ). Serve una calcolatrice Sharp per capire a quante soluzioni di passaggio si dà accesso. Nel 3-5-2, invece, l’attaccante posizionandosi vicino al centrocampista, toglieva una linea di passaggio alla squadra. Così la punta doveva fare un passo indietro, e la porta era visibile soltanto col cannocchiale di Galileo; ma questa è filosofia della scienza.

Tomovic ha meno aggressività di Roncaglia, ma è perfetto per lasciare all’esuberanza di Cuadrado la sua massima espressione. È un soldato di ruolo, che fa benissimo il dovere di esterno basso. Pasqual spinge di più, sull’altro lato, sfruttando il movimento di Ljajic ad accentrare. Proprio su questo tipo di contesto la Fiorentina potrebbe raffinare un’ulteriore procedimento offensivo: il serbo tende ad effettuare la seguente azione: scarica palla da sinistra al centro per lo scambio sul corto; a quel punto, si tuffa dentro l’area per la chiusura del triangolo geometrico. A Jovetic ( in gran serata, con due gran gol ), manca ancora quella peculiarità. Il passaggio di prima intenzione per il giocatore che è entrato in area.

Il gradino successivo potrebbe essere quello di aggiungere un’ulteriore asta al campo rettangolare. Matias Fernandez dietro le punte, o nel ruolo di “volante mixto”. Quello che fa in nazionale: un trequartista che parte da sinistra.