Barcellona, més que un club

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Tito Vilanova non c’è ma è presente. L’ex allenatore del Barcellona, ex per via del tumore alla ghiandola parotide che si è ripresentato, sta seguendo ogni giorno da New York (dove è in cura) i suoi giocatori, che lo considerano ancora come il loro mister. A cominciare dal vice Jordi Roura, il quale lo ha sostituito in panchina. Vilanova prima delle consuete due ore quotidiane di radioterapia, alle 8:00 del mattino si mette alla visione del materiale ricevuto tramite e-mail e contatta il suo staff in Spagna attraverso Skype. Con tv, banda larga e webcam è diventato in pratica il primo allenatore “virtuale” della storia, e Messi e compagni sono rimasti colpiti dalla sua forza di volontà.

In tutta la Ciutat Esportiva, il quariter generale del Barcellona, sono state collocate telecamere dentro le torrette dei riflettori per riprendere tutto quanto succede sui campi di allenamento, sottoporlo ad apposito montaggio e creare dei video di circa 90 minuti da inviare poi a Vilanova. Che fa colazione col dvd dell’allenamento, prima di andare in ospedale. Ed afferma uno dei pilastri del Barcellona, Xavi: “Noi giocatori siamo il coro, Roura è il cantante”. E Roura di rimbalzo: “L’allenatore è Vilanova, io sono il suo secondo. Il mio lavoro è fare in modo che non se ne avverta la mancanza”.

Sabato sera durante la partita con il Granada, Catalunya Radio ha svelato in diretta il contatto continuo tra la panchina e Vilanova. Con Whatsapp, applicazione di messaggistica istantanea. Quando la webcam non è a portata di mano, ci sono gli sms, attraverso i quali Vilanova suggerisce i cambi o dà indicazioni, lasciando comunque a Roura le redini della squadra. Més que un club.

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