Ranking Uefa, l’Italia si rialza, ma il Napoli…

milan champions league

La boccata di ossigeno che arriva dalla parentesi europea è di quelle piene e salutari.

Dopo l’andata degli ottavi di Champions e il ritorno dei sedicesimi di Europa League, il calcio italiano torna a guardare il ranking Uefa con un po’ più di serenità. Il malato è ancora grave, ma quantomeno fuori pericolo. Il vento, forse, sta cambiando, così come la mentalità di alcuni club. Inutile fare la guerra per un posto in Europa per poi accogliere con fastidio le gare del giovedì. Il problema non è mai stata la Champions, piuttosto l’Europa League. Lazio e Inter hanno cercato di invertire questa tendenza, riuscendoci, anche se Stoccarda e Tottenham saranno avversari difficilissimi agli ottavi. Male, malissimo, ai limiti della vergogna, il Napoli. Non me ne vogliano i tifosi azzurri, ma proclamare ai quattro venti interesse per la competizione e poi venir asfaltati dal modestissimo Viktoria Plzen non è coerente nè dignitoso. In 8 gare europee sono arrivate ben 5 sconfitte, con 17 gol al passivo. Numeri imbarazzanti. Ci saremmo accontentati di un briciolo di onestà in più: d’altra parte, il fair play non è solo finanziario.

Detto questo, i successi di Juve e Milan, sommati a quelli di Inter e Lazio, hanno permesso all’Italia di scavare un bel solco con chi ci segue nel ranking, ovvero Francia e Portogallo, dietro di noi sia nella classifica totale (Ita 62.314, Fra 58,333, Por 57,168) che in quella parziale relativa a questa stagione (Ita 12,583, Fra 11,083, Por 9,750).

Quanto alle altre nazioni, malissimo la Spagna: tre ko e un pari in Champions, il solo Levante che salva l’onore in Europa League, dove esce l’Atl Madrid, campione uscente. Così così la Germania, che potrebbe portare ai quarti di Champions tutte e tre le squadre in corsa, ma che poi vede naufragare nell’ex Coppa Uefa Borussia Monchengladbach, Hannover e Bayer Leverkusen. Unico superstite lo Stoccarda. Tolto il Liverpool, eliminato, e l’Arsenal, quasi fuori, sorride invece l’Inghilterra. Il pari di Madrid induce a sperare per il passaggio del Manchester United, mentre Newcastle, Tottenham e Chelsea hanno espletato – seppur soffrendo – il loro dovere.

Tornando a noi, il distacco dalle prime tre (Spagna, Inghilterra e Germania) rimane abissale ed è inutile illudersi. Prima di tornare grande, il calcio italiano deve ristrutturarsi, pensare ai mercati internazionali, aprirsi a investitori esteri, tutelare i marchi, costruire stadi, fornire più servizi, comfort e sicurezza. Solo allora potremo smettere di guardare indietro e puntare nuovamente in alto. Ma per ora godiamoci il momento.