Guardiola spiava Piqué e Shakira (secondo Marca)

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Domani si giocherà il primo round del match tra Real Madrid e Barcelona, ma i montanti e i ganci tra le due squadre sono già arrivati dalla stampa spagnola.

Marca, giornale vicino alla casa Blanca, ha lanciato la bomba, da prendere assolutamente con le molle, vista la fonte e l’incredibile e casuale coincidenza con il big match in programma domani. Pep Guardiola spiava i suoi giocatori, in particolare Piqué per assicurarsi che il calciatore rendesse al meglio in campo. L’ossessione era tale che l’allenatore si era rivolto all’agenzia investigativa Metodo 3 per seguire il difensore blaugrana e ovviamente la sua compagna Shakira.

Ma non c’è solo il difensore tra i calciatori spiati, in passato l’agenzia aveva seguito a stretto contatto Ronaldinho, Deco e Samuel Eto’o. Queste informazioni sono state raccolte dalla rivista Interviù che precisa come il Barcelona pagò 5 mila euro per il lavoro di pedinamento ai danni di Piqué

Secondo la rivista, Pep si affidò ad un uomo di fiducia, Martorell che gestiva tutto il lavoro di spionaggio:

“Durante il periodo blaugrana, Pep strinse contatti con Martorell, che si occupava di eseguire gli ordini del mister e di tenerlo informato in qualsiasi momento sugli spostamenti dei suoi calciatori. Guardiola si preoccupava anche di telefonare a casa dei suoi “campioni” per assicurarsi che fossero lì e non fuori a fare follie, ma questo non bastava e così decise di affidarsi all’agenzia investigativa”.

Il mister, secondo Marca, era ossessionato dall’idea che i suoi giocatori dovessero avere una vita privata stabile, ordinata e salutare e la notizia della relazione tra il difensore Piqué e la cantante Shakira aumentò i suoi dubbi sulla tenuta atletica del calciatore. Ma l’ex Manchester United si accorse di essere seguito da sconosciuti e tramite il suo manager informò il club della situazione.

Locali, bar, e concerti, gli investigatori non mancavano a nessun appuntamento che vedeva coinvolta la coppia, anzi, in una delle tante relazioni inviate al club, parlano anche di un test alcolemico fatto dal calciatore, risultato fortunatamente negativo.

Un episodio che ricorda molto da vicino la vicenda che ha riguardato l’ex attaccante dell’Inter Christian Vieri, fatto pedinare da uomini della sicurezza della Telecom guidati da Giuliano Tavaroli su indicazione dei vertici dirigenziali nerazzurri. Un episodio che ha portato a un processo e per il quale Vieri ha chiesto all’Inter un risarcimento multi-milionario.