La Tattica Per Tutti – Roma

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Questa settimana nella rubrica “la TaTTica per TuTTi” ci occupiamo di una delle squadre dalle quali io personalmente mi sarei aspettato qualcosa in più quest’anno: la Roma.

La Roma è stata costruita con intelligenza. Gli storici punti fermi sono stati circondati da tanti giovani, che possono diventare loro stessi le basi di un futuro roseo. Fino a quattro partite fa sulla panchina giallorossa sedeva Zeman. Lo schema adottato era il solito 4-3-3 tanto amato dal tecnico boemo. Ma con l’esonero di Zeman è andato in archivio anche il suo modulo. Il nuovo tecnico Andreazzoli è uno che conosce molto bene l’ambiente. Dopo tanta gavetta è arrivata l’occasione della carriera e per ora non sta andando per niente male, anche se il lavoro da fare è ancora tanto. Nelle tre uscite del nuovo corso il modulo adottato è sempre stato il 3-4-3, o 3-4-1-2.

Tra i pali dopo il lungo periodo di panchina, Stekelemburg si è ripreso il posto da titolare, a discapito di Goicoechea, portiere uruguaiano tanto voluto nella scorsa estate da Zeman. 

La difesa a tre è formata da Piris, bravo anche come terzino di spinta; Burdisso, che dà tanta esperienza all’intero reparto e che finalmente sembra tornato ai suoi livelli; Marquinhos, brasiliano classe ’94 che al suo primo campionato italiano si è preso la maglia da titolare e non l’ha più mollata, il futuro è tutto dalla sua parte. In panchina ci sono altri giovani talenti. Uno di questi, che non può definirsi proprio riserva, è Castan, titolare con Zeman e titolare all’esordio di Andreazzoli. Il brasiliano è arrivato dal Corinthians insieme a Marquinhos e a lungo i due hanno formato la coppia centrale della Roma. Dal Corinthians è arrivato anche Dodò, classe ’93 molto dotato tecnicamente, bravo soprattutto come terzino di spinta, tanta spinta, ma impiegato anche nella difesa a tre. Ed infine c’è un talento di casa nostra, Romagnoli. Classe ’95, nato ad Anzio, Romagnoli ha esordito in Serie A e ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili fino alla Under 19, nella quale gioca attualmente. Sicuramente da tenere d’occhio per il futuro.

Veniamo ora al centrocampo. Qui uno dei centrali di Zeman ha perso il posto, perchè nel centrocampo di Andreazzoli sono due i centrali impiegati e non più tre. I titolari sono De Rossi, che ha riconquistato la sua maglio dopo i difficili rapporti col boemo, e Miralem Pjanic, che sembra un veterano per il suo modo di giocare ma che è nato solo nel ’90 e dopo aver giocato nelle nazionali giovanili del Lussemburgo ha scelto la Bosnia come sua Nazionale maggiore. Pronti a prendere il loro posto sono Bradley, l’americano dai piedi buoni che ha fatto vedere tante belle cose in questi due anni italiani, e Tachtsidis, che forse non tutti sanno che è stato portato in Italia dal Genoa e che è esploso a Verona in Serie B lo scorso anno. Il greco contendeva la maglia a De Rossi, ora dovrà sudare tanto per riprendersela. Sulla fascia destra sembra oramai stabile l’impiego di Torosidis, arrivato a gennaio e già autore anche di un gol. Mentre a sinistra è aperto ogni settimana il “duello” tra Marquinho e Balzaretti. Entrambi garantiscono tanta spinta e tanti cross, ma il brasiliano ha sicuramente una marcia in più negli inserimenti in fase realizzativa. Un’alternativa sulla destra può essere Florenzi, che può giocare anche da centrale ed è uno dei migliori giovani del nostro campionato senza ombra di dubbio. Inoltre Andreazzoli può anche puntare su due veterani che non sono stati molto utilizzati nel corso di questa stagione: Rodrigo Taddei e Simone Perrotta.

Dulcis in fundo viene l’attacco. Il reparto offensivo è rimasto invariato. Ovviamente tutto ruota intorno a Totti. Per il capitano parlano i numeri: 224 gol in Serie A, ad una sola lunghezza da Nordahl (che ha la media realizzativa più alta di sempre: 225 gol in 291 partite tra Milan e Roma). Nessuno si sarebbe mai immaginato un Totti ancora così in forma e invece è ancora lui a prendere per mano la squadra nei momenti difficili e a sbrogliare tante matasse imbrigliatissime (non bisogna andare tanto lontano per trovare il gol alla Juventus che è valso i tre punti). Accanto a Totti c’è Erik Lamela, un classe ’92 dal sinistro vellutato. In questi due anni in Italia ci ha fatto vedere molti pezzi del suo repertorio e noi gliene siamo grati, sperando che continui a deliziarci. Infine c’è il terminale offensivo: Osvaldo. Ha passato molti momenti delicati quest’anno, sia con l’allenatore sia con i tifosi, ma il suo mestiere è quello di fare gol e non gli riesce poi così male. Riesce un pò peggio quest’anno a Mattia Destro, riserva di lusso di questa Roma, che però non ha inciso come ci si sarebbe aspettato. Ed infine un’altra valida alternativa è Nico Lopez. El conejo, il coniglio, ha fatto tre presenze e un gol in campionato e ha tutte le carte in regola per diventare un ottimo calciatore.

Questa è la Roma del presente, che combina un mix di una Roma del passato e della Roma del futuro. I tanti giovani quest’anno hanno fatto esperienza. L’anno prossimo saranno già più maturi.

Vincere quest’anno sarebbe stata un’impresa non dico impossibile, ma molto molto difficile. Serve una società stabile che dia certezze ai suoi tifosi e che renda la Roma una società di prima fascia, dove i campioni possano voler andare a giocare.

Le basi sono state gettate, grazie anche a Zeman, sempre molto attento ai giovani. Ora su quelle basi occorre continuare a lavorare, per costruire un palazzo dove poter magari rinchiudere i trofei futuri. Un ulteriore buon punto di partenza sarebbe un posto in Europa. Il traguardo è alla portata di questa Roma.

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