Lavagna Tattica, Fiorentina – Chievo

fiorentina chievo

Marzo è un mese bellissimo. Esce il sole, e nasce Quentin Tarantino.

È il corridoio che unisce l’inverno alla primavera. E come ogni transizione, nulla si definisce pienamente, lasciando spazio agli sbalzi d’umore. Mancano le Idi, ma ci auguriamo un miglior trattamento dagli amici più cari.

Si gioca a calcio al Franchi: Fiorentina-Chievo. Il freddo è di quelli che non necessitano l’uso dei guanti. Toglie il fiato, pericoloso e lucente. Da un lato i viola, che lottano per la tanto ambiziosa zona Champions, dall’altro i veronesi per i punti salvezza. 4-3-3 per la Fiorentina, con Toni a sostituire Cuadrado. Ecco che Jovetic prende il posto del colombiano, e il numero 90 come unica punta. Chiude il tridente Ljajic. La differenza è che mentre Cuadrado tendeva ad inserirsi e condurre palla sempre dalla sua posizione, Jovetic taglia meno la profondità. Scala al centro come trequartista, e si spiega il motivo per cui la Fiorentina non gioca mai sul fronte destro nel primo tempo. Esordisce Compper in difesa, che legge male molte situazioni, ma anticipa bene alcune giocate delle punte avversarie. Sembra avere piede per giocare, ci vuole tempo per definirlo.
Il Chievo col 5-3-2, dura poco. Dopo una mezz’ora viene tolto Acerbi e dentro Cofie. Si ritorna all’abitudine, acqua di fontana per riprendere leggerezza. Il Chievo propone sempre il suo gioco. È un calcio verticale, che prevede l’appoggio di Paloschi, la palla per Thereau, e l’inserimento del centrocampista. È proprio quest’ultimo che venendo dentro l’area libera lo spazio per la giocata sull’esterno. La prima frazione di gara termina in parità, grazie ai gol di Pasqual su punizione e Cofie su azione.

Montella toglie Ljajic, il più in partita del tridente. Qualche imprecisione, ma è il più bravo a giocare nello stretto. E per abbattere i centrali del Chievo sembrerebbe la soluzione più puntuale. Opinioni.
Entra Romulo, che possiede corsa, inserimento, e non cross. Non si può chiedergli la fascia alta, nonostante il suo impegno sia sempre ammirevole. Dall’altra parte Pasqual crossa come Berkeley Cox mentre scrive gialli. È il miglior giocatore della Serie A nell’immettere in movimento palloni in area avversaria ( da fermo, invece, Lodi ). Borja Valero è l’ispanico che non delude: coordinazione, essenza, estetica. La giocata intelligente, che non si priva di colori. Il Chievo nella ripresa non riesce più a uscire, con il sudore che spezza la costanza della corsa. La Fiorentina passa in vantaggio meritatamente, anche se il gol, in fuorigioco, era da annullare. Segna Larrondo, colpito dal colpo di testa di Toni. Rimpallo fortunato, e 2-1 preziosissimo per i toscani.