United-Real, l’amore al tempo del tiqui taca.

Old Trafford

 

Manchester United – Real Madrid. Un classico del calcio mondiale ieri sera è andato in scena al Theatre of Dreams, l’Old Trafford di Manchester. Come ha detto Sir Alexander Chapman Ferguson, nome da condottiero ed aplomb da lord, nella conferenza stampa prepartita: “mi piace pensare che Sir Matt Busby e Santiago Bernabeu stiano lassù, sorridenti, a godersi un’altra notte con il meglio che il calcio possa offrire“. E così è stato: il meglio (ed il peggio) del calcio, in 90, infuocati minuti.

TIQUI TACA? NO, GRAZIE. Ieri sera a Manchester non c’è stato quello che al giorno d’oggi viene universalmente definito il “bel calcio” dai più. Non si è vista l’ipnotica ragnatela di passaggi made in Barcellona, non si è vista la gioiosa azione a cui tutti prendono parte, dal portiere alla punta, non c’è stato il concetto di possesso palla esasperato e portato allo sfinimento. Mourinho e Ferguson si sono affrontati in una battaglia tattica, nessuno si è risparmiato in campo, per tutti i 90 minuti. al 92°, 3 minuti al termine, il pubblico di Old Trafford incitava i suoi come non mai.

Nel prepartita scroscianti gli applausi per l’ex beniamino Cristiano Ronaldo, “welcome back Cristiano” lo striscione in curva. Poi, nei 90 minuti, tutti a fischiarlo: d’altronde, è lui il più forte degli avversari.

90 MINUTI DI ALTALENA Si è visto il calcio in 90 minuti. C’era davvero tutto: i due allenatori più forti del mondo, uno degli stati più caldi del globo, un pubblico corretto, gli ospiti che si fanno sentire. C’era un castello difensivo costruito alla perfezione, senza rinunciare ad attaccare, e c’era il grande ex, da cui tutti si aspettavano una firma nella partita. C’è stato un primo tempo intenso anche senza reti, e nella ripresa il dramma massimo: l’autorete del Capitano. C’è stato, perchè anche quello fa parte del calcio, l’errore (grossolano quantomeno) dell’arbitro, un rosso che fa e farà discutere. C’era un rubicondo signore scozzese di 72 anni che ha aizzato migliaia di persone con un solo gesto, e la sua controparte portoghese che mette dentro l’uomo che cambierà la partita. C’è stato un gol splendido, dalla distanza, e il raddoppio decisivo dell’ex tanto acclamato prima della partita, tutto in 3 minuti. C’è stato un popolo che non si è dato per vinto ed ha incitato i suoi fino al 95°, nonostante ci volessero due reti per rimontare.

Questo, signori e signore, è il calcio. Magari, come detto da Josè Mourinho da Setubal a fine partita, “stasera non ha vinto la squadra migliore“, ma se vincesse sempre la squadra migliore il calcio non avrebbe senso di esistere.

Lo spettacolo di ieri sera ha suscitato le grandi emozioni che solamente una competizione come la Champions League può suscitare e, se qualcuno mi chiedesse “che cos’è il calcio?”, io lo manderei a vedere i 90 minuti di ieri sera.

Perchè si è visto tutto, il bello e il brutto, dello sport che ci fa innamorare.

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Duro ma leale, catenaccio come stile di vita. Tremendamente toscano, diffidate delle imitazioni.