Cagliari si mobilita per l’Is Arenas

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L’Ansa ha battuto la seguente notizia: “Il Consiglio d’Amministrazione del Cagliari Calcio si è dimesso questa sera al termine di una riunione straordinaria. La decisione dei consiglieri è stata presa in segno di adesione alla manifestazione di questa mattina (ieri, ndr) nelle vie del centro di Cagliari, per chiedere l’apertura dello stadio Is Arenas, poiché se ne condividono gli scopi e in segno di protesta per le cause che l’hanno provocata e per le quali resta incerta qualsiasi soluzione”.

MANIFESTAZIONE Ieri difatti i tifosi ed i calciatori hanno sfilato per le vie del capoluogo sardo, assolutamente senza compiete gesti eclatanti o fuori le righe, con lo scopo di ottenere l’apertura dell’Is Arenas. L’impianto di Quartu Sant’Elena resterà a porte chiuse anche per l’incontro in programma domenica prossima contro la Sampdoria. I giocatori hanno chiesto ed ottenuto di anticipare la sessione mattutina di allenamento per poter presenziare alla manifestazione di protesta, alla quale si sono aggregati pure i ragazzi delle giovanili, gli steward dell’Is Arenas, i dirigenti ed i dipendenti della società rossoblu, per un totale di circa 600 manifestanti. Il direttore generale dei sardi Marroccu ha commentato così la manifestazione: “È una cosa straordinaria vedere così tanti tifosi rispondere all’appello. È stata una manifestione pacifica. Proteste clamorose? No, rispettiamo le regole e le istituzioni”. 

LE POSSIBILI SOLUZIONI Nel pomeriggio una delegazione dei tifosi, supportati dal giornalista Ivan Zazzaroni, ha incontrato il prefetto di Cagliari, Giuffrida, ed altri rappresentanti istituzionali. Giuffrida ha prospettato due eventualità per risolvere la spinosa questione almeno fino a fine campionato: la messa in opera delle operazioni stabilite per rendere a norma l’impianto anzitutto, e poi la limitazione dell‘Is Arenas ad un massimo di 5000 spettatori e con un solo settore aperto, per la qual cosa il Cagliari dovrà far pervenire una richiesta scritta al comune. Intanto nella serata sono giunte le già citate dimissioni del cda della società, mentre resta kafkiana la situazione del presidente Massimo Cellino, che sarebbe detenuto ai domiciliari in una struttura priva di ogni genere di comfort.