Cori razzisti in Juventus-Napoli primavera, la scelleratezza non conosce età

Juventus Napoli Primavera

Non importa se quei ragazzini potevano essere loro figli, nipoti. Non importa se avevano la metà dei loro anni: ieri sera, allo Juventus Stadium, è andato in onda lo stesso copione di sempre. Probabilmente, con i soldi pagati in multe negli ultimi due anni la società di avrebbe pagato lo stipendio di un Van Persie qualunque, ma evidentemente la parte più esagitata del tifo bianconero preferisce così.

Non pensiamo che sia questo il “calore” e la “bolgia” che chiedeva Conte, pugliese DOC. Sforzandoci, possiamo capire che i cori vengano intonati per paura contro Cavani e soci, gente in grado di fare la differenza. Neanche sforzandoci possiamo capire un simile exploit nella Coppa Italia Primavera.

LA STORIA SI RIPETE Non sono bastati i 4000 euro di multa inflitti alla società domenica contro il Catania: una parte del tifo organizzato (non tutto, per onor di cronaca) ha iniziato con il classico slogan adottato nei confronti dei partenopei: “O Vesuvio lavali col fuoco” e “Benvenuti in Italia“. Inutili gli sforzi dello speaker che ha cercato di riportare la calma, e del resto del pubblico, la parte civile, che ha fischiato gli autori dei cori: in vista un’altra multa salata per la dirigenza bianconera.

NON SOLO NAPOLI Durante la partita, comunque, i bersagli non sono stati solamente i napoletani: c’è stato spazio anche per il solito “se saltelli muore Balotelli“, ed è tornata in auge una vecchia ruggine. Dopo le voci degli scorsi giorni, la curva è categorica su un ritorno di Ibrahimovic in bianconero: “mercenari non ne vogliamo“.

Il campo non è a rischio squalifica in quanto la Primavera e la prima squadra hanno due diverse giurisdizioni, ma è un problema, quello di una parte del tifo organizzato, che la Juventus deve risolvere al più presto, per la sua immagine in Italia ed all’estero.

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Duro ma leale, catenaccio come stile di vita. Tremendamente toscano, diffidate delle imitazioni.