Sorteggio Champions, qual è la pallina perfetta?

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Neanche il tempo di chiudere la batteria degli ottavi di finale che è già partito già il toto-quarti. Quali squadre sono da evitare? Quali possono essere le outsider? E’ meglio giocare l’andata in trasferta e il ritorno in casa o viceversa? Proviamo a rispondere a tutte queste domande analizzando pregi e difetti di ognuna delle sette squadre (ovviamente fatta eccezione per la Juventus che si conosce ormai a menadito) che saranno presenti domani alle 12 nell’urna di Nyon. L’ordine in cui saranno citate non è casuale ma vuole essere una sorta di classifica di pericolosità.

 

BARCELLONA– Non possono che essere i blaugrana il nemico pubblico numero uno, la squadra che tutti vorranno evitare.  Nonostante una fisiologica flessione a cavallo dell’andata degli ottavi col Milan, il Barca ha dimostrato martedì sera di essere ancora la favorita d’obbligo della Champions. Tra gli innumerevoli pregi è inevitabile notare la straripante condizione fisica di Messi, Iniesta e Xavi che sembrano essere tornati al top rispetto a una decina di giorni fa. Sembra poi ridondante citare l’organizzazione di gioco ai limiti della perfezione e la qualità degli interpreti che non è mai stata in discussione. Seppur da cercare col lanternino, qualche difetto sembra esserci quest’anno ed è da ricercare nella fase difensiva degli uomini di Vilanova che hanno subito ben 30 gol in 27 partite di Liga, decisamente troppi. Un altro fattore negativo potrebbe essere l’assenza in panchina del tecnico Vilanova ancora convalescente.

 

BAYERN MONACO– I bavaresi, a parte l’indolore battuta d’arresto con l’Arsenal, hanno dimostrato di essere tra le più serie candidate ad alzare la coppa, spinti dalla sete di vendetta dopo la cocente sconfitta in finale davanti al proprio pubblico dello scorso anno. Inoltre a Monaco c’è un gruppo che, in attesa dell’era Guardiola, potrebbe essere all’ultima possibilità di regalare la gioia più grande ai propri tifosi. Rispetto agli anni passati Jupp Heynckes sembra aver trovato la quadratura del cerchio anche in difesa (punto debole cronico dei bavaresi) con l’innesto del brasiliano Dante al posto dell’incerto Badstuber. Tra i difetti di questa macchina quasi perfetta può esserci il fattore psicologico. La finale dello scorso anno se da un lato può alimentare la grinta dei vice-campioni d’Europa, dall’altro potrebbe portare con sé scorie negative riportando alla luce i fantasmi della scorsa stagione. Inoltre la manovra sembra non poter prescindere dall’estro di Robben, che però non ha mai fatto della continuità la sua qualità migliore.

 

REAL MADRID– Basterebbe solo il nome per intimorire qualunque avversario, purtroppo per le altre sette non c’è solo quello. Il Real ha dalla sua la possibilità di catalizzare tutte le proprie energie sulla Champions essendo ormai fuori dalla lotta per la Liga. C’è poi il fattore Mourinho, vero Re Mida della coppa dalle grandi orecchie, e la voglia di Ronaldo di andarsi a riprendere dalle mani di Messi, il tanto agognato pallone d’oro. Per farlo, la vittoria della Champions è un crocevia fondamentale. Tra i punti deboli di questo Real c’è, senza dubbio, uno spogliatoio spaccato tra i pro-Josè (CR7 su tutti) e chi pagherebbe di tasca propria per liberarsi del tecnico di Setùbal a partire da capitan Casillas e Sergio Ramos.

 

BORUSSIA DORTMUND– Gli uomini di Klopp sono sicuramente la sorpresa più grande di questa Champions League. Dopo aver vinto due campionati di fila, i giallo-neri si sono imposti anche sulla ribalta europea vincendo il girone più difficile, strapazzando il Real e mandando a casa l’Ajax e il Manchester City. Il punto di forza principale di questa squadra è il gioco che il giovane tecnico tedesco è riuscito a creare ormai da tre anni a questa parte. Gioco che si può definire il migliore d’Europa perché esaltato da interpreti straordinari come Gotze, Reus e Lewandowski che abbinano alle straordinarie qualità tecniche l’esuberanza e la spensieratezza della loro gioventù. Il problema potrebbe essere rappresentato dalla scarsa esperienza internazionale e mancanza di abitudine a giocare queste partite da dentro o fuori. In sostanza, le gambe dei ragazzini terribili del Dortmund potrebbero iniziare a tremare di brutto man mano che il traguardo si avvicina.

PSG– Dopo la faraonica campagna acquisti di quest’estate arricchita  dall’arrivo di Lucas a gennaio, aspettarsi il PSG ai quarti era quasi d’obbligo. Una squadra che può contare su due fenomeni come Ibrahimovic e Thiago Silva in campo, e di un tecnico come Ancelotti in panchina che la Champions l’ha vinta due volte, fa sicuramente paura. Tuttavia per adesso sembra mancare ancora qualcosa ai parigini, i reparti sono ancora troppo slegati tra loro e non c’è una manovra omogenea, sembra non esserci ancora una vera e propria squadra ma una splendida accozzaglia di campioni.

GALATASARAY– Il Gala, partito in sordina, è riuscito grazie ad un mercato altisonante a gennaio ad acquisire una dimensione internazionale piuttosto solida. Il pericolo viene soprattutto dalle bocche da fuoco di Drogba e del bomber Yilmaz, soprattutto se Sneijder dovesse crescere di condizione alle loro spalle, inoltre l’ambiente dell’Ataturk sarà incandescente e a Istanbul chiunque può lasciarci le penne. Il problema per i turchi sembra essere un’amalgama ancora lontana, Drogba sembra essersi inserito bene ma la sua convivenza con Yilmaz sembra problematica, Sneijder appare ancora lontano dal top della forma e soprattutto viene schierato largo a sinistra, dove fatica molto a rispettare i propri compiti tattici.

MALAGA– La più corteggiata del ballo sarà sicuramente la matricola andalusa, per la prima volta nella sua storia ai quarti di Champions League. Ma attenzione a sottovalutare il Malaga, infatti non ha niente da perdere e giocare questo tipo di partite senza la paura di andare a casa può essere un vantaggio enorme, inoltre ‘La Rosaleda’ sarà un calderone d’entusiasmo che potrebbe spingere ulteriormente la squadra. In più là davanti c’è l’enfant prodige Isco: per ulteriori informazioni chiedere al Porto. Tra i limiti del Malaga c’è una rosa probabilmente non all’altezza, anche un po’ vecchiotta come dimostra la presenza di alcuni veterani quali Demichelis, Toulalan, Baptista, Saviola e Santa Cruz, e la totale inesperienza internazionale del club.