Team of the week, 29/a giornata – Napoli

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cavani insigne

Era solo una questione di tempo, lo sapevano tutti. Il Napoli sarebbe tornato. E sarebbe tornato anche il Matador.

Sono bastati pochi secondi per far esplodere subito i tifosi napoletani presenti al San Paolo e quelli seduti sulla poltrona di casa. Il risveglio di Cavani da un sonno durato un mese e mezzo ha illuso i partenopei che la partita contro l’Atalanta potesse essere una passeggiata.

Al gol il Napoli ha fatto seguire un buon gioco. Finalmente c’erano tutti gli indizi per far pensare che l’appannamento fosse oramai alle spalle e che in fondo al tunnel si iniziasse a vedere la luce del sole.

Ma il calcio a volte sa essere crudele e spietato. Le migliaia di persone accorse a Fuorigrotta sono rimaste senza voce quando Cannavaro ha deviato nella sua porta un pallone respinto da De Sanctis. Proprio il capitano, uno dei simboli del Napoli di Mazzarri, quasi un segnale. Il momento di tornare a vincere doveva essere rinviato ancora. Quando il pallone non entra e sull’unica occasione per gli avversari prendi gol c’è qualcosa che non va.

Dopo il riposo non cambia nulla, il Napoli fa la partita e colleziona una lunga serie di calci d’angolo (mai sfruttati). Poi ci pensa ancora Cavani. Qualcuno a febbraio ha anche detto che Cavani fino alla fine del campionato avrebbe fatto al massimo al tre o quattro gol. Lui dimostra di aver messo alle spalle il brutto periodo e dopo il gol su rigore ne mette a segno uno da grandissimo campione. Si gira in un fazzoletto di terra e mette a segno il 2 a 1.

Allora Cavani non ha dimenticato come si fa gol? Allora il Napoli sa ancora vincere?

I tifosi ci fanno la bocca. Gli uomini di Mazzarri hanno la partita in pugno. Ma basta poco per far ballare la difesa azzurro. Nella fattispecie un lancio lungo di Carmona che scavalca tutti. Tutti tranne Denis. Il Tanque segna ancora alla sua ex squadra e chiede scusa per l’ennesima volta. No, il Napoli forse non sa più vincere.

Ancora un segnale. Un gol inaspettato che arriva insieme alla notizia del raddoppio del Milan. La doppietta di Balotelli a San Siro varrebbe due punti in più di quella del Matador e significherebbe l’aggancio al secondo posto.

Ma è qui che esce il vecchio Napoli. Quello che non si arrende mai, quello che pesca in panchina cambi importanti. O meglio, i cambi di Mazzarri sono sempre gli stessi (Armero e Insigne) ma hanno un impatto fondamentale sulla gara. Sono proprio i due neoentrati che confezionano un pallone facile facile per Pandev che deve solo spingerlo in rete. Il macedone non segnava da così tanto tempo che forse neppure lui credeva di aver fatto gol. Un gol importantissimo per il Napoli. Per avere nuova consapevolezza nei propri mezzi. Perchè una corsa velocissima non conta nulla se poi ci si ferma prima del traguardo.

Mancano ancora nove partite e il Milan è vicino. Sarà una sfida molto avvincente per il secondo posto, con la Fiorentina che non molla. Quella di ieri è apparsa come una seconda giovinezza per gli azzurri. Vincere aiuta a vincere. Ed è quello che Mazzarri e i suoi uomini dovranno fare per tenersi stretto il posto in Champions.

Il campionato ancora non è per niente finito, anzi la corsa ad un posto al sole è appena iniziata.

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