Gli Heat attentano al record di vittorie consecutive

Lebron wade

Quasi nessuno si aspettava una prova di forza del genere, una cavalcata che andrebbe vista in slow motion per quanto faccia spavento.  Sono ben 23 le vittorie consecutive dei Miami Heat che, sebbene qualche brivido, hanno scavalcato anche lo scoglio Celtics.

Celtics che, senza Garnett, hanno dato vita ad una vera e propria guerra per fermare James e i suoi compagni. Jeff Green è salito in cattedra con una prestazione da 43 punti, 7 rimbalzi e 4 stoppate, resa però vana dal giocatore che probabilmente non ha eguali in questa lega. ‘The chosen one’, ‘The King’, chiamatelo come volete ma il risultato è sempre lo stesso: una macchina. La miglior (o peggiore, per gli altri ovviamente) combinazione di atletismo, velocità, tecnica e leadership presente nella lega che, se non fosse per il capitolo anelli (uno solo per lui, per ora), farebbe vacillare anche la posizione del 23 che vestiva la maglia dei Chicago.

Adesso James è il padrone di questi Heat che sono passati per le sapienti mani di Wade, ora più in ombra rispetto agli anni passati, ma sempre vitale per questo meccanismo che non sembra più fermarsi. Dopo il titolo Spoelstra ha trovato una nuova linfa nei suoi ragazzi ora consci del loro valore e ora gente come Chalmers, Miller, Battier e da quest’anno anche Ray Allen, sono al servizio dei ‘Big Three’ per formare una squadra che terrorizzerebbe chiunque dovesse calcare il loro stesso parquet.

In questi giorni tutti stanno parlando del loro record che, secondo la storia, avrebbe dovuto fermarsi contro gli uomini di Doc Rivers, ma la realtà è che ci sono i presupposti per raggiungere quella lontana striscia di 33 vittorie consecutive che appartiene ai Lakers degli anni 1971-1972.

Perfino T-Mac ha parlato dei Miami, dalla Cina con furore. Lui ha giocato questa stagione in Asia appunto, ed era il condottiero di quei Rockets 2007-2008 che si erano fermati a 22 vittorie, dovendo perfino sopperire all’assenza di Yao Ming con un quarantunenne Mutombo, pronto a difendere il suo tmaccanestro come nessuno mai. McGrady, come tanti altri, è divertito dalla ‘corsa‘ degli Heat, ma reputa il record della sua squadra diverso e più complesso, visto che non aveva al fianco giocatori da 100 milioni di dollari.

Da un lato il giocatore ex-Rockets ha ragione, ma la verità è che la NBA si è evoluta e questa situazione va comunque tenuta sotto la lente di ingrandimento per la sua bellezza e, da un certo punto di vista, novità. Queste ondate di vittorie non sono all’ordine del giorno, e per questo si deve dare credito ai giocatori, al coach e alla dirigenza, perchè il merito di risultati così non è solo di chi scende in campo. Parte tutto da molto lontano, dove nessuno può sbirciare o ficcare il naso per speculare. Ogni stagione NBA è una maledetta maratona che, per squadre come gli Heat, vale come una in trincea.

La domanda che tutti si fanno, ora, riguarda coach Spoelstra, ovviamente. Vorrà continuare questa cavalcata verso la gloria del record, o deciderà di far riposare le sue punte di diamante per prepararsi al meglio ai playoff? Gli enigmi in questa lega sono all’ordine del giorno e sta proprio agli addetti ai lavori, faticare per trovare una soluzione.

L’attesa è salita e le aspettative sono molte. Il fermento generale e l’hype sono destinati ad arrivare alle stelle, ‘condannando‘ i Miami Heat a continuare per questa strada. Più volte è capitato nella carriera di LeBron James di deludere le aspettative e tornare a casa a mani vuote, ma questa volta sembra che il suo tentativo di All-in non sia vano, fino ad ora.