Pablito: “Italia-Brasile, la partita della mia vita”.

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Per avvicinarci al meglio a Italia-Brasile di questa sera proponiamo l’intervista rilasciata da Paolo Rossi, l’uomo dei tre gol al Brasile nel Mundial ’82, all’edizione odierna del “Corriere dello Sport”.

 

Questi i passaggi fondamentali:

 

Italia-Brasile 3-2, tripletta di Rossi. Se torna a quel 5 luglio 1982 qual è la prima faccia che rivede?

“Quella di Bearzot. La faccia di un uomo onesto. Gioiva. Ma già pensava alla semifinale. Gli devo tutto, mi sento sempre in debito con lui”.

 

Un episodio per raccontare Bearzot.

 

“Alla fine di quella giornata memorabile mi venne accanto, si sedette al mio fianco, mi mise una mano sulla spalla e mi disse: bravo Paolo. Tutto lì. Non era tipo da perdersi nei complimenti, ma in quel bravo Paolo, c’era pulizia e dignità”.

 

Cosa ha significato per lei Italia-Brasile 3-2.

 

“E’ la partita della mia vita. E credo anche la partita del secolo per tutto quello che si porta dietro”.

 

Un film.

 

“Pensi: loro stellari, strafavoriti, una squadra piena di campioni, Zico, Socrates, Falcao, Cerezo, Junior. E noi, beh, noi partiti male, condannati da tutti. Tanto tornate a casa, ci dicevano. Ma noi ci abbiamo sempre creduto”.

 

Cosa ha conservato di quel giorno?

 

“La maglia, la conservo gelosamente”.

 

Bearzot e Prandelli: cosa li unisce?

“La serietà, l’onestà intellettuale. Conosco bene Cesare, ci ho giocato pure assieme nella Juve: è un ragazzo straordinario sotto l’aspetto umano, puntiglioso, volenteroso”.

 

Le piace l’Italia di Prandelli?

 

“Sì, molto, si vede che c’è alla base un progetto di gioco. E’ una squadra in crescita, il secondo posto agli Europei non si cancella”.

 

La coppia d’attacco è una promessa di felicità: Balotelli e El Shaarawy.

 

“Giovani, forti, sono loro il futuro. El Shaarawy è un giocatore fatto, dico anche di testa, già maturo”.

 

Balotelli invece…

 

“Qualità eccelse, ma difetta un po’ dal punto di vista mentale. In ogni caso mi sembrano due predestinati”.

 

Che giocatore, di questa Italia, porterebbe indietro nel tempo e farebbe giocare nell’Italia 1982?

 

“Pirlo. E’ un campione senza tempo”.

 

Italia-Brasile: tra i loro chi le piace?

 

“Neymar, ha fantasia, è il prototipo del brasiliano che gioca anche per divertirsi”.