Quando il Brasile non sembra più il Brasile

Nazionale Brasiliana

 

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita, calcando i campetti di periferia o quelli dell’oratorio, non ha mai pronunciato o sentito dire la celeberrima frase “ Ragazzi, sembriamo il Brasile”. Tutti i veri amanti del calcio sono cresciuti con il mito della nazionale verdeoro che per quasi un secolo di storia ha fatto sognare generazioni di appassionati. Campioni come i vari Pelè, Garrincha, Zico, Falcao e per i più giovani Romario, RonaldoRonaldinho  sono sicuramente tra le stelle più splendenti nell’universo degli immortali di questo sport. Oggi però la tendenza sembra sia cambiata. Quelli che una volta erano gli indiscussi re del calcio faticano sempre di più a trovare dei degni eredi in nazionale. Ed ecco arrivare nuovi modelli come il Barcellona dei marziani e ovviamente la Spagna campione di tutto che nell’ultimo decennio hanno scalfito il predominio brasiliano. Questa piccola crisi d’identità avviene in un momento a dir poco “sbagliato” della storia del calcio brasiliano, vale a dire ad un anno dai mondiali di casa. L’evento calcistico più importante torna finalmente, dopo lo psicodramma vissuto nel 1950 con la sconfitta in finale al Maracanã contro l’Uruguay, nel paese in cui il calcio è vissuto come una vera religione. Ma qual è la reale situazione di questa squadra e quali i suoi problemi ? Sicuramente alcuni sono stati palesati nell’ amichevole di giovedì sera contro gli azzurri che, se non fosse stato per un immenso Julio Cesar (solo alla prima convocazione nel nuovo ciclo Scolari), sarebbe potuta finire molto male per i sudamericani.

Andiamo con ordine . 

DIFESA : I punti fermi di questo reparto sono sicuramente Julio Cesar e Thiago Silva che, insieme a Dante e David Luiz  impegnati da anni  in campionati europei, rappresentano un po’ in controtendenza con la storia di questa squadra, il reparto più affidabile e con gli uomini di maggior esperienza.

ESTERNI : Per anni la prima fonte di gioco del Samba Brasileiro è stata proprio la forza straripante proveniente dalle fasce che, orfane dei santoni Cafù & R.Carlos, schierano al momento Daniel Alves a destra e Marcelo (Filipe Luis con l’Italia) a sinistra. Le qualità del primo sono indiscutibili ma sicuramente esaltate nei meccanismi del tiki-taka catalano e quasi mai in nazionale dove fino a qualche tempo fa era relegato in panchina per la presenza di Maicon. Per il ballottaggio sulla sinistra troviamo Marcelo favorito, sicuramente un buon terzino ma da qualche tempo panchinaro nel Real di Mourinho e in ogni caso molto lontano dalle qualità del suo grande predecessore sia nel club che in nazionale Roberto Carlos.

CENTROCAMPO : Nonostante nell’amichevole contro l’Italia sia stato l’unico reparto al di sopra della sufficienza osservando i convocati di  Scolari vediamo dei buoni giocatori come Hernanes, Luiz Gustavo, Ramires ma che comunque da soli non trascinano una squadra al decisivo salto di qualità. Per intenderci non i Didi, Falcao, Socrates (grandiosi registi di un tempo) oppure le dighe che permettevano a quelli davanti di scatenarsi come i vari Emerson, Gilberto Silva, Dunga.

NUMERO 10 e FENOMENO : Prima dell’analisi vi presento questo elenco : Pelè, Vavà, Garrincha, Zico, Romario, Rivaldo, Ronaldo (O Fenômeno), Kakà, Ronaldinho. E ora questo : Neymar, Lucas Moura, Oscar, Hulk e Pato. Se la mettiamo in questo termini il confronto potrebbe sembrare veramente impietoso. Da una parte la Storia del Calcio e dall’ altra una serie di ottimi giocatori più che promettenti ma poco vincenti e ancora non consacrati in via definitiva. Certo tutto questo potrebbe avvenire proprio durante i mondiali di casa con questi ragazzi che, trascinati dalla sfrenata passione carioca, alzerebbero con 64 anni di ritardo la Coppa del Mondo sotto il cielo di Rio.

Sicuramente il ct Scolari dovrà impegnarsi duramente in quest’anno di avvicinamento per far sì che ciò avvenga anche se con la famelica Spagna campione in carica, l’Argentina del MessiA (pronto a prendersi definitivamente lo scettro di Dio del calcio), la solita corazzata Germania (sempre presente negli appuntamenti che contano) e perché no la nostra Italia con un inedito mix di classe ed esperienza, sarà abbastanza difficile vedere Neymar emulare l’idolo Ronaldo che bacia la Coppa del Mondo .

Il countdown per questi attesissimi mondiali sta per iniziare. Riusciranno i verdeoro a riorganizzarsi e a regalare l’apoteosi a 200 milioni di brasiliani ?