Bayern Monaco: pochi punti per la spiegazione di un gioco

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Brevissima lettura di preparazione alla sfida di Champions League. La Juventus andrà a giocare l’andata dei quarti di finale in casa del Bayern Monaco. I bavaresi hanno vinto 9-2 nell’ultimo turno di campionato contro l’Amburgo. Situazione da inserire nel “Tennis come esperienza religiosa” di Wallace. Ci risulta spontaneo pensare che i rossi di Baviera siano in grado di segnare. Ma non è sufficiente, o meglio, rappresenta una logica di avvertenza da analizzare.

A) I calci d’angolo. Il Bayern generalmente manda Kroos alla battuta, piazzando cinque giocatore in linea frontalmente alla porta. A pochi metri dal sesto uomo-quello che copre il secondo palo- si alza un settimino giocatore per il calcio da dentro l’area. Fuori dai confini bianchi, invece, Luis Gustavo, che nella mala suerte del corner, la rifinisce al di là dell’esito. Dunque il dogma della marcatura a uomo, dato che la tenuta a zona non ha senso in circostanze di riferimenti fissi.

B) La dinamica offensiva. Quando i bavaresi fanno possesso, adottano una geometria riscontrabile anche senza Fermat. Il teorema affida la calcolatrice a Toni Kroos, che come è intuibile rappresenta la fiamma di contatto per tutta la catena di produzione. Il numero 39 tedesco va a fare il vero regista davanti ai due mediani. Lahm e Alaba salgono rispettivamente sulle fasce di proprietà. In quel momento i due laterali di attacco stringono, portando tre uomini in area. Finalità: traversone (1); movimento ad uscire di Müller, e taglio centrale da dietro di Martinez(2); circolazione orizzontale per mandare al tiro uno degli offensivi (3).

C) La ripartenza a favore. Se il Bayern non costruisce, perché si ripropone di ” contragolpe “( prendendo a prestito la dialettica ispanica ) , riparte con Robben. In quel caso regista offensivo è Ribery, che appoggia l’eventuale uscita a sinistra, dando compimento all’azione iniziata. Sono le vere percussioni da scampare, perchè il roster dell’Allianz propone tutti giocatori di velocità,concentrazione, e struttura. ( La Juventus deve mettere kg in campo. Esempio conseguente: Pogba dal primo minuto ).

D) Le imprudenze tedesche. Il Bayern gioca con due mediani: Gustavo e Martinez. In fase difensiva, vanno presi in contro tempo. Se la Juventus scavalca con rapidità di passaggio la loro linea, si crea un vantaggio. Sono entrambi giocatori che sanno rincorrere, ma non prendono mai in anticipo lo spazio all’avversario. Chi invece, “esce” dalla sua linea, è Lahm, che tenta il più delle volte di precipitarsi sull’uomo di spalle pronto a ricevere. Il triangolo di prima è la giocata semplice che lo manda fuori tempo: Lahm va spesso deciso per bloccare, poche volte temporeggia su quell’uscita. I tedeschi si cospargono del seguente rito di iniziazione, finalizzato ad evitare il rinvio lungo: Neuer, il biondo miles gloriosus, è uno dei portieri che meglio copre l’ampiezza della porta. Solitamente affida la palla a Lahm, per il primo giro palla. Tra Dante, Van Buyten e Alaba, il migliore è il terzo: copre tutta la corsia, ed è difficile da fregare sulla propria zona.