Cambiasso graziato, precedente pericolosissimo

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Una giornata di squalifica. E’ questa la sanzione comminata dal Giudice Sportivo, Gianpaolo Tosel, ad Esteban Cambiasso dopo l’entrataccia su Giovinco. Sicuramente poco, forse troppo poco per un intervento che avrebbe potuto interrompere la carriera del piccolo attaccante juventino.

 

REGOLAMENTO-  Certo, si dirà, quello che conta è il referto dell’arbitro. Evidentemente il direttore di gara, Rizzoli, non deve aver giudicato come “condotta violenta” l’entrata dell’argentino. Da regolamento quindi la squalifica deve essere di un solo turno. Tuttavia quello che sorprende maggiormente non è l’applicazione (corretta) del regolamento, ma la differenza di trattamento tra il nostro campionato e quelli stranieri nei confronti di questi interventi.

 

IL PRECEDENTE FRANCESE- In Francia, il 15 marzo 2013 il calciatore del Nizza, Valentin Eysseric,  è stato squalificato per undici giornate per un entrata molto simile a quella di Cambiasso. L’unica differenza sta nel fatto che la ‘vittima’, Clement del Saint Etienne, ha riportato la frattura scomposta della caviglia sinistra. Giovinco, invece, è uscito illeso.

 

INCONGRUENZE- Ma cosa sarebbe successo se Giovinco si fosse fatto davvero male? La squalifica sarebbe stata comunque di un turno oppure no? C’è da augurarsi che la risposta a quest’ultima domanda sia sì, poiché sarebbe davvero umiliante per il nostro calcio comminare una squalifica in base ai danni che un intervento procura. Se, cioè, per avere giustizia bisogna augurarsi di fratturarsi una caviglia vuol dire che il tanto evocato regolamento non funziona. Poco importa se esso venga applicato alla lettera, è l’applicazione perfetta di regole sbagliate. Non si può definire altrimenti un regolamento che punisce allo stesso modo chi fa un’entrata assassina e chi si toglie la maglia due volte. E punisce in maniera addirittura più grave (almeno 2 giornate) un “vaffa” di troppo scappato in un momento di nervosismo oppure una simulazione non vista dall’arbitro.

 

FAIR PLAY CAMBIASSO- Sia chiaro, Esteban Cambiasso è un giocatore correttissimo che nelle precedenti 276 partite di serie A non aveva mai ricevuto un cartellino rosso e non è assolutamente da mettere alla gogna. E’ stato esemplare il suo comportamento subito dopo l’intervento, e negli spogliatoi dove si è scusato con Giovinco e tutta la Juventus. E’ stato bravissimo, aiutato da Antonio Conte, a non far esplodere gli animi a fine partita e ad assumersi immediatamente le sue responsabilità. Ma forse il più sorpreso della brevissima squalifica è proprio Cambiasso che è stato il primo a rendersi conto della gravità del suo gesto, tanto da scusarsene in modo così plateale.

 

IL PASTICCIO ITALIANO- Al di là delle indiscusse qualità umane dell’argentino, si è creato un pericolosissimo precedente: d’ora in poi, teoricamente, chiunque potrà entrare in questo modo, scusarsi e recriminare per una squalifica che superi il singolo turno. E’ l’ennesimo pasticcio all’italiana del nostro calcio. E pensare che ogni tanto basterebbe copiare, o quantomeno imitare, quello che avviene all’estero. Siamo esterofili quando si tratta di preferire un qualsiasi giovane straniero a uno italiano, ma non riusciamo a imitare quanto di positivo c’è negli altri campionati, dagli stadi alla cultura e, da ieri, anche alle squalifiche.