Juve, cosa ti è successo?

bayern juventus

Quando la più forte squadra italiana da quasi due anni a questa parte riesce a mettere insieme 7 tiri verso la porta contro i 21 della sua avversaria, in questo caso la squadra più forte di Germania, fare un’analisi tattica o trovare il colpevole di una sconfitta è abbastanza semplice.

Il 2 a 0 non ammette appelli. E potevano essere di più i gol se solo il Bayern non avesse davanti un grandissimo interprete come Arjen Robben, spettacolare e funambolico che crea ma allo stesso tempo distrugge con il suo egoismo innato. A conti fatti non si tratta di uomini ma semplicemente di un predominio tattico imbarazzante che pone forti interrogativi sulla tenuta delle squadre italiane. O perlomeno zittisce i tanti profeti calcistici che avevano già collocato la Juventus, dopo aver eliminato il Celtic, come una delle favorite per la conquista della Champions League.

Tutti ieri hanno potuto capire la differenza tra le due squadre.

COSTRUZIONE A BONUCCI – Da una parte pressing asfissiante fin dalla difesa, attacco praticamente a 4 e intensità mista a dinamismo in mezzo al campo. La ricetta di Heynckes è stata semplice. Lasciamo che il gioco venga impostato da Bonucci, lanci lunghi, palle alte e i miei due centrali difensivi (Dante e Van Buyten) spadroneggiano senza problemi contro Matri e Quagliarella.

Ne scaturisce una pressione costante, un recupero palla velocissimo e un gioco largo sulle fasce dove Robben e Ribery fanno impazzire i loro dirimpettai. In mezzo quel fenomeno di Bastian Schweinsteiger che sa difendere, recuperare palloni vitali e impostare come pochi. Con una forza e una tecnica che a conti fatti hanno annientato Pirlo e Marchisio. L’unico a farsi notare nel centrocampo bianconero è stato Arturo Vidal, forse abituato ai ritmi tedeschi dato il suo passato, o forse l’unico con le caratteristiche adatte a contrastare la supremazia fisica tedesca. Ecco, in questo frangente non avrei disdegnato un Paul Pogba dal primo minuto, ma lasciare fuori dal primo minuto fuoriclasse come i due nazionali italiani è sempre difficile, ce ne rendiamo conto.

BAYERN CON ARMI BIANCONERE – C’è chi dice che la Juventus è apparsa stanca e senza mordente. Ma a conti fatti gli uomini di Conte hanno corso di più (dando un’occhiata ai numeri FIFA  117.797m contro i 115 del Bayern) e più che altro palesato confusione e inadeguatezza nel trovare davanti una squadra così alta e affamata come quella tedesca. Paradossalmente le armi usate da Ribery e compagni sono le stesse che ogni domenica la Juventus mette in campo per sovrastare tecnicamente e tatticamente i suoi avversari in campionato. Solo che la squadra più titolata di Germania lo fa con più velocità, con uomini più tecnici e con fuoriclasse mondiali già affermati, ecco la realtà dei fatti. Il campionato tedesco è abituato a ritmi elevati, senza tempi morti, senza gestione della palla, ma con una pressione bilanciata costante e offensiva, senza pause. L’esempio pratico è il 9 a 2 nell’ultimo turno di campionato rifilato dai bavaresi all’Amburgo.

Una forza devastante che forse Conte poteva contrastare meglio, mettendosi a quattro dietro, senza concedere tanto spazio alle due ali del Bayern, forse. Ma se dopo 25 secondi vieni tradito da una deviazione maligna che spiazza uno dei migliori portieri al mondo ti rendi conto che la strada per la vittoria da tortuosa e ripida diventa inaccessibile, qualsiasi sia il mezzo.

Per il ritorno ci vuole una gara super, una gara memorabile, da consegnare alla storia, un pizzico di fortuna che non guasta mai e giocare con un Buffon e un Pirlo in più, entrambi incappati in una serata storta, quanti palloni persi dal centrocampista azzurro!!

Impossible is nothing è lo slogan di un celebre brand sportivo…è arrivato il momento per la Juventus di metterlo in pratica.