Quanto vale una maglia da calcio?

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Il primo sponsor su una maglia di una squadra di calcio è apparso 40 anni fa. Il 24 marzo 1973 l’Eintracht Braunschweig esibì al centro delle divise gialle lo sponsor Jägermeister, noto liquore alle erbe. Solamente il logo con il cervo valeva 100mila marchi tedeschi (circa 55mila euro con valutazione odierna in euro) pagati dalla ditta per vedere in Bundesliga il proprio prodotto nella sfida contro lo Schalke.

Son passati 40 anni da quell’accordo e si sente tutto il peso del tempo che passa. Basti pensare che il Manchester United e Chevrolet hanno siglato un accordo per  60 milioni di euro l’anno a partire dalla stagione 2014/15. Senza dimenticare il patto fra Barcellona e Qatar Airways, circa 40 milioni annui fino al 2016.

Ed è forse analizzando questo accordo che il blog spagnolo Euros y Balones risponde ad una domanda che in molti si chiedono: quanto vale una maglia da calcio?

Secondo i numeri di questa stagione a dominare è il Barcellona, che incassa in totale 63 milioni (30 da Qatar Foundation e 33 da Nike), tallonata dal Real Madrid (61, 38 da Bwin e 23 da Adidas) e Manchester United (56 milioni in totale, 25 da Aon e 31 da Nike). Tra questi s’inserisce il pur sempre glorioso Liverpool, che ha scelto di differenziarsi fondamentalmente sotto il profilo dello sponsor tecnico (prende 25 milioni da quello commerciale, Standard Chartered, e 31 da Warrior). L’ Arsenal, infine, incassa 16 milioni da Nike, il Bayern Monaco 27 da Adidas e 23 da Deutsche Telekom e il Chelsea 25 da Adidas e 18 da Samsung. Da segnalare la sorpresa Sunderland, squadra di medio-bassa classifica inglese che riceve 25 milioni di euro dal fondo d’investimento Invest in Africa.

Per quanto riguarda le italiane Inter, Milan e Juventus chiudono la top ten rispettivamente all’ottavo, nono e decimo posto con 30, 27 e 25 milioni di euro. I Moratti prendono 12 milioni da Pirelli e 18 da Nike; per i rossoneri si parla di 12 da Emirates e 15 da Adidas e infine, per i bianconeri, 12 da Jeep e 13 da Nike. Nel caso della Juventus, però, il giro di cifre è “interno”, nel senso che Jeep è un marchio controllato dalla famiglia Agnelli, proprietaria della squadra stessa.

Come sponsor “interno” non è da sottovalutare il Manchester City. I citizens portano a casa 25 milioni dalla compagnia aerea controllata al 100 per cento dal governo degli Emirati Arabi Uniti, la Etihad, in vario modo legata allo sceicco Mansur bin Zayd Al Nahyan, a sua volta proprietario del team e fratellastro del presidente degli Emirati, Khalifa bin Zayed Al Nahayan.

Infine spicca il recente accordo della Roma  con Nike. Dalla stagione 2014 per dieci anni verranno sborsati oltre 100 milioni.

Un dato è evidente. Il duopolio Nike-Adidas e la contrapposizione tra il grande sponsor che attrae il grande fornitore, e viceversa. A parte il Sunderland e l’Arsenal, infatti, tutti i team che appaiono nella classifica parziale riservata agli sponsor commerciali si confermano ai vertici per la redditività dei relativi accordi tecnici nonché nella chart finale che somma entrambe le voci d’entrata. La speranza della Roma è che l’accordo con Nike possa spingere una grande azienda automobilistica o comunque un marchio di livello continentale a piazzare il proprio marchio sulle casacche giallorosse. E alimentare a sua volta il circolo virtuoso del merchandising rivolto ai tifosi di tutto il mondo. Un esempio? In soli cinque anni, fra 2007 e 2012, Manchester United e Real Madrid hanno infatti venduto un milione 400mila maglie ufficiali, il Barcellona un milione 150mila e così via. Fino ai team di casa nostra, anche qui in chiusura di classifica: la Juve 480mila, l’Inter 425mila e il Milan 350mila.

fonte: http://eurosybalones.blogspot.it