Paolo Di Canio, l’allenatore vincente

di canio sunderland

Dopo le numerose polemiche che hanno infiammato il calcio inglese nelle ultime settimane riguardo l’assunzione da parte del Sunderland di Paolo Di Canio come nuovo manager, l’ex giocatore di Lazio, Napoli e Juventus ha vinto la sua prima partita a Newcastle per 3-0, in seguito alla prima sconfitta subita al debutto contro il Chelsea nel turno precedente.

IL MATCH – Un buonissimo Sunderland espugna il Sant James Park con un’ottima prestazione dei Black Cats (gol di Sessegnon, Adam Johnson e David Vaughan). Una vittoria che fa salire la squadra dell’italiano a 34 punti e che sicuramente anima sempre di più le speranze dei biancorossi di rimanere in Premier League anche l’anno prossimo. Ma le grandi scene si sono viste a bordo campo dove l’allenatore romano si è esibito in euforiche esultanze che hanno esaltato i supporters in trasferta.

PERSONAGGIO – Di Canio è stato fortemente criticato dalla stampa e dall’opinione pubblica inglese per via delle sue presunte ideologie politiche, nonché di alcuni comportamenti da lui assunti in passato. Ma aldilà delle sue azioni passate, che sicuramente possono essere considerate discutibili, va riconosciuto a Di Canio la sua grande grinta (quando è entro i limiti) e la sua voglia di fare calcio, ottenendo anche buoni risultati in Inghilterra sia da allenatore che, soprattutto, da giocatore. Di Canio non è solo “quello del saluto fascista” , in Inghilterra è conosciuto anche per i suoi episodi di fair play in campo, insomma una figura che quando non è sopra le righe è un uomo di calcio e un allenatore di gran carisma che sa infondere fiducia tra i giocatori, facendo sviluppare in loro le capacità mentali oltre che quelle tecniche. Non sembra che Di Canio sia intenzionato a mantenere fredde distanze con i calciatori, anzi, Il suo modo di gestire lo spogliatoio è improntato sul costante dialogo tra tecnico e giocatore e sulla fiducia reciproca, come si è potuto vedere dal lungo abbraccio dopo il gol.

SUCCESSO – Verrebbe da accostarlo al passionale Carlo Mazzone (anche se sono su due sponde calcistiche opposte: uno laziale, l’altro romanista), anch’esso un allenatore che certo non ha mai eccelso in sobrietà , ma che ha dato un modo di vedere il calcio differente dalla normalità, con più sentimento e ardore. Questi tipi di allenatori nel calcio ci sono stati e ci sono ancora, dimostrandoci che la passione nel calcio non è ancora morta. La possibilità, inoltre, che continui a ottenere buoni risultati in Premier league non può che giovare alla situazione calcistica italiana, che ha già molti allenatori di successo nelle squadre estere (come Mancini, Ancelotti e Spalletti) e aumentare la nostra reputazione di tecnici in Europa.

di Eduardo Barone