Niang cala la cresta

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M’Baye Niang è stato tra le sorprese in positivo della stagione del Milan. Appena arrivato in rossonero, il giovane francesino ex Caen è stato subito etichettato come bad boy, dato qualche episodio controverso coinciso con il suo approdo sotto alla Madonnina. Parliamo della multa che si è beccato ad agosto, dopo aver preso senza permesso (e senza patente, dato che era minorenne e ha compiuto 18 anni lo scorso dicembre…in più non aveva nemmeno un documento di identità) una vettura dal parco auto del Milan, spacciandosi poi per il compagno di squadra Bakaye Traoré. O di quando ad ottobre, in ritiro con la Francia under 21, è scappato di notte assieme ad alcuni compagni per andare in discoteca, facendosi però scoprire per via di alcune foto postate su Facebook.

MATURITA’ – “Adesso sono un altro, qui al Milan mi sento responsabilizzato e conduco una vita da atleta. Sono un professionista e so di non poter “sgarrare” – le parole rilasciate dallo stesso Niang alla rivista France Football -. “Ho ricevuto parecchi consigli da Mexes, mi ha detto di accettare le punizioni e di essere impeccabile nella vita privata: adesso mi alleno, torno a casa e conduco una vita senza eccessi”. E sarà veramente così, se è vero che da sesto attaccante il ragazzo ha scalato le gerarchie nelle preferenze di Allegri, ritagliandosi anche uno spazio importante in stagione e finendo col giocare spesso, e bene.

FENOMENO –Al Caen tutti mi chiamavano ‘Fenomeno’ e inevitabilmente, quando ti senti dire certe cose, ti rilassi e lavori con meno intensità. In una squadra come il Milan non ti puoi permettere certe cose perché in attacco ci sono giocatori fortissimi: se non mi impegno, giocheranno sempre loro. Ho avuto parecchi infortuni in passato, forse perché non mi allenavo bene. Qui non posso permettermelo, la squadra non ha bisogno di giocatori sempre infortunati, non hanno il tempo di aspettarti. Qualcosa in me è cambiato, ora mi sento un’altra persona”.

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