Team of the Week, 33/a giornata – Napoli e Fiorentina

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I campani e i toscani hanno diverse cose in comune, ma una le supera tutte. Parlo dell’odio (calcistico intendo, quello sano tra tifoserie) nei confronti della Juventus. Eppure stranamente migliaia di tifosi viola e azzurri si sono trovati ieri sera davanti alla tv a sperare in un qualcosa. Forse non lo avranno detto ad alta voce o forse lo avranno soltanto sussurrato a qualche amico, ma in fondo tifavano tutti per la Juve. I bianconeri, di gran lunga la squadra con più tifosi nella nostra penisola, hanno ne hanno aggiunti degli altri dalle 20.45 alle 22.30 di ieri. La ragione di questo “tifo per il nemico” è da ricercare in uno splendido pomeriggio di calcio in cui abbiamo assistito a due partite che definire splendide sarebbe riduttivo.

FIRENZE IN ESTASI – Il San Paolo e l’Artemio Franchi sono due stadi caldi, riempiti da tifosi molto esigenti ma anche conoscitori del bel gioco, hanno visto crescere e arrivare al successo gente come Maradona, Baggio, Batistuta, solo per dirne alcuni e di partite memorabili ce ne saranno state tante, ma le due di ieri saranno sicuramente ricordate a lungo. Otto minuti sono bastati a Cuadrado per deliziare i suoi tifosi con un cucchiaio preso in prestito da Francesco Totti e utilizzato per trafiggere Gillet. Un gol fantastico che in molte occasioni basterebbe per ripagare il prezzo del biglietto. Eppure a Firenze erano solo le 15.08. Intanto mentre Aquilani raddoppiava con un’imponente incornata, al San Paolo andava in scena il siluro di Ibarbo. Il destro del colombiano sarebbe sfuggito anche a molti autovelox, figuriamoci a Rosati, che forse si è preso un anno sabbatico.  Prima della fine del primo tempo è ancora l’Artemio Franchi a rilanciare, con una punizione nel sette che ricorda molto quelle calciate proprio dal Divin Codino su quella stessa erba, prima in maglia gigliata e poi con quella del Brescia.

SAU E CERCI SPAVENTANO – Le atmosfere dei due campi sono agli antipodi. A Firenze c’è un pubblico in festa che sente aria di terzo posto e che già esulta per una partita finita, nonostante il gol di Barreto che cerca di tenere a galla il Toro; a Napoli invece i tifosi vogliono una rimonta di quelle che fanno battere il cuore e in qualche caso lo fanno anche fermare. Pronti, via. E gol del Napoli. Mazzarri lavora moltissimo sui calci piazzati a favore e si vede. Non è la prima volta che i partenopei vanno in gol in questo modo. Stavolta tocca ad Hamsik trafiggere il portiere avversario.  Il Napoli piazza la stoccata, la Fiorentina la subisce. Il Torino di Ventura colpisce con una splendida azione fatta di tocchi di prima che servono a smarcare Santana in zona tiro. 3 a 2. Ma allora il Toro non è stato ancora matato. Intanto a Fuorigrotta, il San Paolo esplode di nuovo e vede la Champions ad un passo. Questa volta è Cavani a segnare il più facile dei gol. Il capocannoniere del nostro campionato ieri è parso molto voglioso, forse troppo. La troppa voglia di fare sempre gol gli fa perdere lucidità e in alcune occasioni avrebbe potuto anche fare un passo indietro in favore di compagni meglio piazzati. Ma il vantaggio non dura molto. Sau, che nella scorsa stagione segnava a Castellammare di Stabia, mette a segno l’ennesimo gol della sua brillante annata gelando le migliaia di tifosi sugli spalti.Per non essere da meno anche la Fiorentina si fa raggiungere. O meglio è il Toro che la raggiunge. Ad essere pignoli, è Cerci che pareggia i conti. L’ex di turno, col dente avvelenato, segna un gol fantastico, un sinistro a giro sul secondo palo che serve a far spazzare ogni dubbio sulle sue qualità tecniche.

ROMULO E INSIGNE D’ORO – Napoli e Fiorentina. Due squadre che lottano per la Champions. Due squadre che erano ad un passo dai tre punti e si sono fatte raggiungere sul più bello.Purtroppo per le rivali ospiti però ci sono ancora altri minuti da giocare e si sa che le vittorie più belle sono quelle che arrivano alla fine, dopo tanta sofferenza e dopo tanti sforzi. In ordine cronologico arriva prima il gol di Romulo, che sigla il 4 a 3 e scrive la parola fine su uno splendido match.A Napoli l’attesa e il batticuore durano ancora di più. E il gol è ancora più ricco di significati metaforici. Lorenzo Insigne è un figlio di Napoli, beniamino dei tifosi ancora prima di indossare la maglia in questa stagione. Il suo rendimento è stato un pò altalenante e questo ha spinto spesso Mazzarri a preferirgli Pandev. Ma il suo gol è di un’importanza tale da far dimenticare ogni passaggio sbagliato, ogni piccolo dribbling non andato a buon fine, perchè a 22 anni sei ancora in tempo per scrivere la storia della tua squadra del cuore.

Così dopo l’illusione della vittoria, la caduta e la risalita che porta all’esplosione di gioia, l’azzurro e il viola, colori così sgargianti, così vivaci, si sono trovati a tifare per il bianco e il nero, nella speranza che il rossonero del Milan potesse restare a -7 punti dal Napoli e a +1 punto sulla Fiorentina.

In fondo l’effetto del tifo è stato quello sperato, ma la Juventus non ci potrà contare tutte le settimane.