Un Curry fantastico pareggia la serie a Denver

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In questa partita, come in gara uno, ci si aspetta un equilibrio pressoché totale, almeno fino all’ultimo quarto di gioco. Le squadre hanno sostanzialmente lo stesso stile di gioco e gli schemi non sembrano occupare troppe parti delle loro azioni. Come si sa, i Nuggets sono micidiali in casa e si deve attendere l’ultima frazione appunto per verificare che i Warriors siano in grado di tenere botta e provare a strappare una vittoria lontani da Oakland. Per loro è di vitale importanza andare in vantaggio presto nella gara, per poi amministrare meglio il finale.

Gli ospiti vanno in campo con i tre piccoli e in quintetto troviamo Curry, Jack e Thompson insieme con Barnes e Bogut. Dovendo ri-spaziarsi per sopperire alla mancanza di Lee che sarà fuori per tutti i playoff, Richard Jefferson vedrà più campo e nei suoi minuti renderà più ampio l’attacco dei Warriors che costringeranno gli avversari a coprire più spazio.
Dall’altra parte Faried parte ancora in panchina ma, a differenza del primo incontro, entrerà sicuramente. Lui potrà dare ancora più forza e scosse alla sua squadra sia in difesa che in attacco.

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A partita iniziata, subito si nota il ritmo che contraddistingue le due avversarie. Si corre già dal primo minuto e non ci sono troppe interruzioni per timeout e falli. Curry non sembra molto attivo e fa ricordare l’inizio della gara precedente con un’airball. In questa fase di gioco i Nuggets sembrano più freschi e, nonostante gli avversari alle costole, tengono i riflettori puntati su di loro. Iguodala, sembrato un oggetto misterioso nell’attacco dei Nuggets di gara uno, guida i suoi e terminerà il quarto con 12 punti.

Con l’ingresso delle seconde linee la partita si fa meno fluida e Miller tenta di ragionare più che correre, portando i suoi diretti avversari vicino al canestro.
La seconda frazione si apre e continua all’insegna del playmaker dei Warriors. Curry si scrolla la ruggine di dosso e inizia a mettere un tiro dopo l’altro, portando i suoi in vantaggio e facendo entrare gli avversari in un momento di crisi. Non solo punti veloci e penetrazioni brucianti, ma anche assist per i compagni e giocate intelligenti portano Curry ad essere il migliore in campo in questo momento, facendo rilevare un vantaggio di dieci punti per la sua squadra e parziali che annichiliscono i padroni di casa. Dall’altra parte l’unico ad opporsi sembra essere Lawson (13 pts e 7 assist), che arriva spesso a canestro e sfrutta le defiance della difesa Golden State per andare anche in lunetta. Ancora silente Thompson, che nella partita di sabato era stato uno dei migliori.
Si chiude così il primo tempo, con il punteggio di 61-53 per i Warriors che meritano fino ad ora il vantaggio grazie anche ad un Curry da 17 punti e 7 assist.

La ripresa inizia con i Warriors che continuano a martellare dalla linea dei tre punti, riuscendo a concludere le transizioni con tiri pregiati. Torna visibile l’apporto di Thompson che in questa partita ha vissuto di giocate secondarie ed è restato in ombra data anche l’esplosione del compagno di reparto.

Gli ospiti tirano alla grande e, grazie ad un 7/11 dalla distanza, si portano avanti 71-54. Continua la sfida tra Lawson e Curry, che in questa fase della partita sembrano inarrestabili, facendo rilevarerispettivamente 17 e 21 punti. Il ritmo sembra scemare con l’avanzare dei minuti, ma le performance personali sembrano tenere alta l’attenzione. Nel frattempo, panico per la una distorsione alla caviglia di Stephen Curry, che termina il quarto in panchina ma è sostituito alla grande nel ruolo di realizzatore da BarnesGSW chiude in vantaggio di 16 punti e si prepara alla volata finale.
L’ultimo spezzone di gara resta poco spettacolare, con i Warriors che tengono il vantaggio e con Curryche torna in campo sprezzante del problema alla caviglia.
Brewer tenta di opporsi con due triple in azioni consecutive, ma gli avversari sembrano non poter sbagliare e tengono i Nuggets a distanza di sicurezza con Barnes che prende il comando e continua a segnare senza sosta . Curry, continuando a far girare la palla, fa arrivare tanti tiri pregiati contro cui la squadra di coach Karl non può nulla. Il finale ormai sembra quasi deciso, ma l’ultimo ad arrendersi è proprio Brewer che, con i suoi 19 punti dalla panchina, continua ad incunearsi nella difesa avversaria.
Ormai i Warriors vanno in automatico e continuano a bruciare la retina con Thompson. Il giovane, anche senza farsi notare, mette a segno 21 punti fino a questo momento.

Risultato finale Golden State Warriors 131-117 Denver Nuggets

La partita, come previsto, si chiude con la vittoria dei Golden State Warriors che, con l’assenza diDavid Lee, hanno saputo adattare le rotazioni e sviluppare un quintetto più rapido con il solo Bogut a centro area. I Nuggets non hanno avuto risposte già dal secondo quarto, dove Curry ha preso il sopravvento e ha dettato l’allungo che ha segnato la partita.
La squadra ospite, però, non si è nascosta tutta dietro la prestazione fantastica di Curry, ma ha fatto il passo in avanti con il collettivo. Giovani come Barnes e Thompson hanno fatto la differenza nei momenti importanti e Jack ha creato scompiglio nella difesa avversaria.
I padroni di casa si possono rammaricare solo di un Faried sotto tono, che deve ancora guadagnare minuti e prendere la squadra per mano, come ha fatto più volte nella regular season.

MVP della gara: Stephen Curry 30 pti 13 assist
Honorable mention: Harrison Barnes 24 pti con 2/5 3pt
                                     Klay Thompson  21 pti con 5/6 3pt

 

http://youtu.be/y95fKs1zlAI

 

fonte: http://nbareligion.altervista.org/blog/un-curry-fantastico-pareggia-serie-a-denver/