L’AIC contro il salary cap in serie B

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Sembrava l’inizio della rivoluzione ma già nella sostanza la scelta del salary cap in serie B lasciava molto a desiderare. Per saperne di più ne parliamo qui ma è evidente il rammarico e la penalizzazione nei confronti di una categoria che non merita un trattamento del genere. Il tetto salariale dovrebbe far riferimento ad un ingaggio massimo sostenibile in totale da un club e non per calciatore. Il disappunto è tale che l’associazione italiana calciatori ha deciso di schierarsi apertamente contro.

Il presidente dell’AIC Damiano Tommasi ha dichiarato: ” Mi viene da dire che ‘B’ sta per badante, perche’ segue passo passo i presidenti. Questa norma avra’ effetti contrari a quelli voluti, penalizzando i club finora piu’ attenti alla sostenibilita’. E i giocatori sceglieranno altre categorie o altri Paesi”.

Tommasi, se non altro, vede di buon’occhio l’ipotesi delle seconde squadre nel sistema calcistico nazionale: “Potrebbero disputare campionati di B, Lega Pro o quello dilettanti, dato che la Primavera non è un campionato equilibrato – ha fatto sapere il presidente dell’Assocalciatori – Accordo collettivo per la A? Spero in un triennale, l’anno scorso il problema furono i fuori rosa ma ormai  è un problema quasi estinto”.

Infine una battuta sull’idea di portare a tre extracomunitari il tetto massimo di acquisti per ogni stagione sportiva: “Il vero paradosso è che in Italia si fa di tutto per investire sui giovani stranieri, dando così modo di sviluppare mercati diversi dai nostri”.

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85