Andreazzoli, l’antidivo del calcio

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Chiamato a sorpresa a traghettare la Roma fino al termine della stagione, l’ha rigenerata e rilanciata, ora le sue chance di essere confermato aumentano.

Il personaggio- Aurelio Andreazzoli, un uomo pragmatico, semplice, umanamente generoso, estraneo alle luci dei riflettori, in pratica un antidivo che silenziosamente ha assunto il ruolo di primo allenatore in seguito al tremendo k.o della Roma zemaniana contro il Cagliari di qualche mese fa. Nella sua prima conferenza stampa però ha spiazzato tutti quando si è messo a parlare di amore, fratellanza, generosità, non parole consuete nel panorama calcistico del secondo millennio. Insomma più che un allenatore sembrava il prete della parrocchia di Trigoria, soprannominato dai maligni “padre”Aurelio per la sua bontà d’animo, né arrogante come Luis Enrique né criptico come Zeman, semplicemente una figura di uomo comune che l’opinione pubblica stimava come un traghettatore di una settimana o due, non di più. Ma nonostante la prima sconfitta subita contro la Sampdoria Aurelio è andato avanti con i suoi precetti e con la convinzione di avere un rapporto chiaro e franco con i giocatori.

La rinascita- E allora la Roma ha incominciato a ottenere i primi frutti di questo lavoro, recuperando punti sulle rivali, pur con qualche incidente di percorso. Da semplice gestore dei calciatori l’ex vice impone anche il suo modo di fare calcio; un gioco di certo non spettacolare, ma concreto e semplice, finalizzato alla conquista del risultato, il contrario del boemo. Arriviamo quindi al 4 maggio, La Roma è arrivata il finale di Coppa Italia ed ha appena battuto la Fiorentina in campionato, ora è quinta da sola, ciò vorrebbe significare qualificazione in Europa dalla porta secondaria, l’Europa League. Dall’anonimo campionato che conduceva prima, la squadra ha un obiettivo per cui lottare e ha scostato i pensieri vacanzieri comparsi dopo qualche brutta prova. Ma aldilà dei meri risultati, sembra che i giocatori stessi si siano rigenerati dalla cura del nuovo mister. Osvaldo da fantasma che vagava per il campo da quel rigore sbagliato a Genova è tornato goleador, siglando 4 reti in 2 partite. Sembrano aver trovato una buona forma anche De Rossi, Pjanic, Bradley, Marquinho e molti altri. Si è persino visto il ritorno di Goicochea, emblema della precaria Roma di Zeman, che ha scacciato gli incubi che lo attanagliavano. Ovviamente la squadra non è ancora perfetta, anzi commette ancora molti errori e ciò si è notato anche con la Fiorentina che ha battuto con un po’ di fortuna, ma è in netto miglioramento e lotta per obiettivi importanti.

Il futuro- Mancano ancora 4 partite alla fine della stagione, di cui 3 sono decisive e una molto (ma molto) decisiva, l’impressione è che se Andreazzoli dovesse concludere al meglio la stagione, compresa la finalissima con la Lazio, per i dirigenti sarebbe difficile negargli la conferma e rispedirlo nei ranghi subalterni, e si verrebbe a creare un paradosso come quello di cui è stato protagonista Di Matteo nella stagione passata con il Chelsea (anche se qui parliamo di Coppa Italia e non di Champions). Il mese di maggio però è ancora lungo. Chi vivrà vedrà.