Da Conte a Vidal, le pagelle dei Campioni d’Italia

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Il dado è tratto, lo Scudetto è in bacheca con tre giornate d’anticipo e si può stilare un bilancio della stagione della Juventus, di quella che Conte ha definito “una marcia trionfale”. Lo stesso Conte ha sottolineato che di questa marcia trionfale “gli artefici principali sono i giocatori”. E’ quindi il caso di analizzare la loro stagione nel dettaglio dando un voto ad ognuno di loro, perché a suo modo ognuno di loro ha portato un pezzo, più o meno grande, di tricolore. Ovviamente non ci si può esimere dal dare un voto anche al condottiero di questa Juve, il suo allenatore, che da due anni non ha rivali.

CONTE 10- Non può che essere il più alto possibile il voto per il tecnico bianconero che ieri ha vinto il suo secondo scudetto consecutivo. Che altro voto si potrebbe dare ad un allenatore che prende una squadra allo sbando, reduce da due settimi posti, la rende una corazzata, vince due scudetti, una supercoppa italiana, la porta in finale di coppa Italia e nelle prime otto d’Europa? Senza parlare del gioco che, seppur meno brillante della scorsa stagione, è più maturo e consente alla Juventus di gestire meglio rispetto al passato i risultati. Da premiare poi l’intelligenza tattica del tecnico salentino che ha saputo cambiare, rinunciando alle sue convinzioni, quando la bravura dei suoi giocatori lo imponeva. Lo fece l’anno scorso per far giocare Vidal e ottimizzare le qualità d’impostazione di Bonucci, lo ha rifatto quest’anno quando si è trovato un giovane fenomeno come Pogba che in panchina stava davvero tanto stretto.

BUFFON 7– La sua è un’ottima stagione, dà sempre sicurezza alla squadra anche se spesso è impegnato poco. Qualche errore lo ha commesso in particolare nella sciagurata partita dell’epifania contro la Sampdoria, ma è ancora un portiere di grandissimo affidamento e ha dato un grande contributo alla vittoria del tricolore.

STORARI 6- Gioca la prima partita in casa col Parma e qualche altra in campionato. E’ titolare in coppa Italia e non fa rimpiangere un mostro sacro come Buffon.

BARZAGLI 8,5- Mostruoso, non sbaglia una partita da due anni. E’ il leader difensivo di questa squadra, nell’uno contro uno è stato insuperabile si trova alla perfezione con Bonucci e Chiellini. Quest’anno è mancato il gol finora, ma è stato prezioso più dell’anno scorso nell’impostare la manovra.

BONUCCI 8- Pupillo di Conte, uno dei cardini della squadra dall’inizio alla fine. Crescita esponenziale rispetto alla scorsa stagione sempre più sicuro quando si tratta di sostituirsi a Pirlo e far partire l’azione da dietro, sempre più attento in marcatura anche grazie alla copertura che gli danno Barzagli e Chiellini.

CHIELLINI 7,5- Limitato dagli infortuni si perde una buona fetta di stagione, la sua assenza coincide con il piccolo periodo di flessione avuto a gennaio e non è un caso. Tornato lui, la Juventus ha ricominciato a viaggiare ad un ritmo insostenibile prendendo pochissimi gol. A proposito, fondamentale la sua rete nello scontro diretto al San Paolo contro il Napoli.

CACERES 6,5- Impatto meno devastante della scorsa stagione quando arrivò a gennaio ma dà un grande contributo sostituendo spesso l’infortunato Chiellini e, soprattutto, mettendo a segno il gol della vittoria allo Juventus Stadium contro il Napoli che ha permesso agli uomini di Conte di lanciarsi in fuga.

MARRONE 6- Conte lo vede come vice-Bonucci, vuole sfruttare i suoi piedi da centrocampista per dare qualità alla manovra fin dai primi passaggi. Quando viene chiamato in causa risponde sempre presente, è stato autore di ottime partite anche in Coppa Italia.

PELUSO 6- Arrivato a Gennaio per sostituire Asamoah impegnato in coppa d’Africa ha un avvio shock contro la Sampdoria a Torino, ma si riscatta soprattutto quando gioca esterno di centrocampo come contro il Celtic a Glasgow. Autore anche di un gol inutile alla Lazio in coppa Italia.

DE CEGLIE 5,5- Non riesce a confermare quanto di buono fatto la passata stagione, condizionato a lungo dagli infortuni vede poco il campo e non riesce a trovare la piena condizione fisica.

LICHTSTEINER  7,5- Un moto perpetuo a destra, trova spesso la via del gol. E’ fondamentale per il gioco di Conte perché di fatto fa l’ala andando a chiudere verso la porta sui cross da sinistra e dando sempre un alternativa esterna al classico lancio millimetrico di Pirlo.

VIDAL 9- E’ lui il top player di questa Juve. Dopo la grande stagione passata riesce a fare ancora meglio, segna 9 reti ed è il capocannoniere bianconero. E’ ormai un leader di questa squadra che spesso si prende sulle spalle, assumendosi le sue responsabilità come quando si tratta di presentarsi dal dischetto guadagnandosi sul campo i gradi di rigorista titolare. Corre da tutte le parti segna gol pesantissimi come quello nel derby in unica parola: Indispensabile.

PIRLO 8- Segna cinque reti su punizione, illumina come sempre la manovra bianconera. E’ il direttore d’orchestra della squadra di Conte, spesso marcatissimo, riesce comunque a far scendere raggi di sole sul campo dello Juventus Stadium con i suoi lanci millimetrici e le geometrie che solo lui sa disegnare facendo passare il pallone dove lo spazio necessario per farlo passare umanamente non c’è.

MARCHISIO 8- L’emblema della juventinità. Rispetto all’anno passato segna qualche gol in meno ma è comunque devastante con i suoi inserimenti senza palla, molto migliorato in fase di interdizione che abbina a due piedi ottimi. Segna gol molto pesanti come quelli al Torino e il gran gol a Siena a pochi minuti dalla fine.

POGBA 8- Impressionante come questo ragazzone del 1993 si sia preso la Juve a suon di gol e di grandissime giocate. Costringe, di fatto, Conte a cambiare modulo per non tenerlo in panchina, risponde con prestazioni ai limiti dell’immaginabile abbinando una forza fisica spaventosa ad una tecnica sopraffina. Capitolo a parte meritano i suoi gol, pesantissimo quello al Bologna allo scadere così come quello al Napoli. Belli e importanti i missili con cui abbatte l’Udinese a Torino.

ASAMOAH 7,5 – Partenza sprint per lui, sorprendente perché Conte lo schiera a sinistra mentre a Udine faceva l’interno. Il buon Kwadwo non sembra pagare il cambio di ruolo anzi, si esalta già in estate quando contribuisce con un gol alla conquista della supercoppa italiana. E’ straripante fino a gennaio, quando parte per la coppa d’Africa. Al ritorno è stanco ma in primavera dà il meglio di se e torna sui suoi standard di inizio stagione. Grande acquisto.

ISLA 5– Viene da un infortunio molto serio che lo ha tenuto a lungo fermo, Conte lo sa e lo inserisce gradualmente tra i titolari in fascia a destra dove tra novembre e dicembre si alterna con Lichtsteiner, le sue prestazioni però convincono poco. L’unica traccia che lascia è l’assist a Vucinic a Copenaghen contro il Nordsjaelland. La prossima stagione avrà modo di mostrare il suo valore, facendo tutta la preparazione estiva con Conte.

GIACCHERINI 6,5– Panchinaro nella Juve, spesso titolare in nazionale. E’ il cocco di Conte che si affida molte volte a lui e il piccolo Giack risponde sempre presente. Suo il gol fondamentale al 93’ di Juventus-Catania, probabilmente il gol scudetto.

PADOIN 6,5- Come Giaccherini è di quei giocatori umili e silenziosi per i quali Conte stravede. Ha tanto spazio a partita in corso (molte le staffette con Lichtsteiner) e non sfigura mai. Gioca da titolare il ritorno col Bayern ed è tra i pochi a salvarsi.

GIOVINCO 6- Segna sette gol che portano zero punti. Conte gli dà tanta fiducia schierandolo spesso titolare con Vucinic, lui la ripaga a fasi alterne. Segna molto all’inizio ma mai gol pesanti, fa il suo ma ci si aspettava di più da un giocatore che ha incantato a Parma per il quale la Juve ha investito parecchio.

VUCINIC 7- Il solito Vucinic che entusiasma e irrita, coi mezzi tecnici che ha potrebbe segnare venti gol all’anno, invece è spesso indolente e svogliato. Nel complesso gioca una buona stagione, gli viene la febbre prima del Bayern chissà con lui come sarebbe andata.

QUAGLIARELLA 6,5– Segna gol pesanti come quelli al Chelsea o quello stupendo all’Inter. Si ritaglia i suoi spazi ma non riesce mai a convincere appieno Conte a dargli una maglia da titolare, quando entra in campo però è sempre “elettrico” e spesso dà la scossa ai suoi.

MATRI 6,5– Parte indietro nelle gerarchie di Conte, piano piano scala posizioni e regala gol decisivi come quello a Verona nel momento peggiore della cavalcata bianconera e quello a San Siro con l’Inter che regala una vittoria fondamentale.

BENDTNER 5– Ad inizio stagione Conte lo butta spesso nella mischia ma di buono, il danesone fa poco e nulla. La sua stagione finisce a novembre per un infortunio.

ANELKA S.V.

PEPE S.V.

 

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