Alex Ferguson lascia, giusto così!

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Alex Ferguson lascia il Manchester United. Parliamone. Potrei star qui ad elencare i tanti aneddoti che hanno attraversato la sua carriera e che la stampa internazionale ha riportato in ogni dove, potrei ripetere le innumerevoli frasi del Sir (quella su Inzaghi è geniale) o dare uno sguardo con voi alla sua bacheca personale, 38 trofei vinti in 26 anni. Ma tutti conosciamo il valore e l’importanza di Sir Alex Ferguson, tutti sappiamo il legame esistito e che sempre esisterà tra lo scozzese e il Manchester United, tutti sono consapevoli del vuoto che il manager lascerà all’Old Trafford.

E poi francamente appare stucchevole e quanto mai inutile fare una lista di tante frasi dette o azioni fatte, non credo sia giusto nei suoi confronti. Il Sir meriterebbe di più, un’analisi approfondita dei suoi schemi, un’appassionata dedica per i tanti giovani lanciati, spendere qualche parola sul suo infinito contributo al calcio inglese ed europeo, il suo essere accentratore e decisionista, la sua abilità nella gestione dello spogliatoio e di tante star del calcio, il suo controllo assiduo, la sua capacità di innovare e allargare il concetto di allenatore, quante cose ha portato al calcio!

Ma questo lo lascio ai tecnici, agli esperti, a chi analizza nel dettaglio una partita e non si cura del fascino di determinati aspetti del calcio che tanto attraggono il tifoso (anche se la tentazione è tanta).  Mi piacerebbe invece analizzare la sua scelta. Da ragazzo di 27 anni quale sono, capire la scelta di vita, una decisione difficile, che poche persone hanno il coraggio di fare.  Tra i tanti tweet letti, stati su facebook (ormai i social network sono il termometro di qualsiasi argomento del giorno) la maggioranza è rammaricata della scelta di Alex (mi prendo umilmente il lusso di chiamarlo per nome) di lasciare il club alla veneranda età di 72 anni, altri invocano un ripensamento. Mi chiedo io, perchè? La scelta di Alex Ferguson è perfetta, non fa una grinza, il suo modo di salutare il club, da vincente, è la sintesi perfetta della sua carriera, della sua marcia inarrestabile. 

Era il 1990 e dopo tre anni e mezzo alla guida dei Red Devils arrivò il primo trofeo. Lascia oggi nel 2013 con l’ennesima Premier League stravinta, dominata dalla prima all’ultima giornata, senza avere la minima perplessità, senza dare agli avversari neanche la possibilità di pensare ad un eventuale sorpasso. Una vittoria a modo suo, con i giovani, con la forza, con la volontà, con la capacità di ribaltare i risultati, con il suo modo di rappresentare un club, una storia, un tifo, un dogma. E non lascia con una vittoria apparente, il Manchester United naviga in acque tranquille, non spira un filo di vento minaccioso, la nave avanza senza problemi, solida, costante.

Le basi ci sono, i giovani sono tanti e altrettanti sono i ragazzi pronti al debutto, le casse sono ricche..è il momento giusto, perfetto.

Complimenti Sir, eccellente anche nell’andar via, intelligente e inimitabile anche nel salutare. Nel calcio più di tutti va avanti la concretezza, la capacità di decidere al tempo giusto nel modo giusto, ed è forse questa la lezione più importante che Alex Ferguson ci lascia. Grazie di tutto!

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85