Il mago Bargnani arriva nella grande mela

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Proprio questa notte è stata conclusa a sorpresa una trattativa che coinvolge il nostro italiano che è stata la prima scelta assoluta al draft del 2006. Andrea Bargnani, ormai ex Toronto Raptors, ha trascorso fino ad ora la sua carriera NBA in Canada, nascendo come grande promessa e lasciando la franchigia come grande bidone.

Bidone però è una parola grossa, grossissima. I limiti del mago sono ben chiari a tutti e ormai sono sbandierati ai quattro venti da qualche anno, ma i demeriti non sono tutti i suoi, in quanto Toronto non è stata capace di costruire una squadra e un ambiente in grado di permettere lo sviluppo cestistico di Bargnani.
Dove lo si trova un giocatore di 2 metri e 13 con quella mobilità e quel tiro? Viene in mente solo Nowitzki che è di un altro pianeta, ma il mago non è così lontano come tutti credono. Ovviamente mancano delle parti del gioco che, per forza di cose e per via di situazioni sfavorevoli, non sono ancora sviluppate al meglio, ma con il cambio di maglia e di città, con nuove motivazioni e un nuovo staff, tutti i conti possono tornare.

La trade sarebbe strutturata in questo modo: Bargnani a New York in cambio di Novak, Camby e una prima scelta al draft del 2016.

E’ il posto giusto per Andrea? Troverà la sua dimensione e metterà in mostra il suo talento?
Ovviamente non lo sappiamo.
New York potrebbe essere una vera e propria rampa di lancio per l’italiano, che giocherebbe al fianco di personalità come Anthony e Chandler, ma potrebbe anche essere la sua seconda rovina. La stampa della grande mela non ci mette più di tanto a divorare i giocatori ‘fuori luogo’ e, come successo a Toronto, il mago potrebbe ritrovarsi sotto una montagna ancora più grande di critiche e attacchi.
Per non parlare poi del ruolo che dovrebbe ricoprire ai Knicks, che è ancora tutto da scoprire. Nella sua posizione ricordiamo che c’è sempre un certo Stoudemire, che con il suo contrattone non riesce a fuggire dalla gabbia che si è creato in quel di New York.

Il pensiero generale è che Bargnani possa essere in questa stagione un sesto uomo di lusso, per rilanciarsi a quei livelli alti che ha sfiorato solo per poco con la sua vecchia squadra. Complici anche tanti infortuni, non è stato raggiunto quello standard che è ‘richiesto’ da una prima scelta assoluta, e che ci si aspettava da un giovane così promettente. Ora ci tocca solo attendere, osservare con attenzione lo sviluppo dei Knicks e vedere davvero cosa è capace di fare il nostro mago.