Marco Pantani cancellato dall’albo d’oro del Tour?

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Il grande capo dell’Uci Pat McQuaid ha ammesso che potrebbe esserci la possibilità di cancellare Marco Pantani dall’albo d’oro del Tour de France. Quell’anno, il 1998, il Pirata vinse con oltre 3′ su Ullrich e 4′ sull’americano Bobby Julich, che successivamente hanno dichiarato di aver fatto uso di doping. Sempre in quell’edizione venne poi  scoperto il cosiddetto “scandalo Festina”, precursore degli innumerevoli scandali doping che hanno infestato il ciclismo negli ultimi decenni e che poi avrebbe portato ai 7 Tour vinti da Lance Armstrong, facendo uso di sostanze dopanti.

Ora, dopo 15 anni, la Commissione del Senato francese pubblicherà un elenco sulla base di un’analisi fatta a posteriori sui campioni di sangue prelevati ai corridori in quell’anno. Un elenco che sarà reso pubblico durante questa edizione del Tour, visto che la richiesta di differimento da parte dei rappresentanti dei ciclisti è stata seccamente respinta.

Per Ferdinando, detto Paolo, e Tonina Pantani, i genitori di Marco, respingono ogni possibilità e scrivono una lettera aperta ad Uci, Fci e organi di informazione.

LA LETTERA — Egregi Presidente dell’Uci Mc Quaid, Presidente della Fci Di Rocco, monsieur Prudhomme e organi d’informazione, abbiamo letto e in parte già commentato la notizia secondo cui, a seguito dell’inchiesta condotta dal Senato della Repubblica Francese, fra i circa 44 nomi di atleti presumibilmente positivi per Epo al Tour de France del 1998 potrebbe esserci anche quello di Marco Pantani e secondo cui, se questo risultasse vero, la sua vittoria in quel Tour sarebbe passibile di cancellazione. La notizia ci lascia sbigottiti. Dopo consultazione con un legale di nostra fiducia, abbiamo la certezza che, pur trattandosi di analisi condotte anni dopo lo svolgimento della gara in oggetto, debbano sussistere anche per esse tutte le garanzie a tutela dell’atleta: Marco Pantani. Senza entrare nel merito della conservazione dei campioni o di altri mezzi di prova, ci troviamo costretti a farvi notare queste analisi sono state eseguite dopo la morte di Marco e questo lo ha privato del più elementare diritto alla difesa, quale ad esempio quello di richiedere le controanalisi o di nominare un perito di parte per assistervi. Soltanto in caso di positività del campione B, sarebbe superfluo ricordarlo ma giova farlo, è possibile parlare di positività. Come accade anche nel Diritto Penale, la morte interrompe qualsiasi procedura in essere o futura a carico dell’indagato incidendo anche sul reato che viene così dichiarato estinto come estinta è la pena nel caso in cui sia nel frattempo intervenuta la condanna. A maggior ragione nel diritto, sportivo che richiama i principi generali del diritto ordinario nelle fattispecie non espressamente disciplinate, le garanzie difensive per l’incolpato devono essere assolutamente garantite nella loro completezza, senza possibilità di delega. Pertanto vi diffidiamo dall’intraprendere qualsiasi iniziativa che possa spogliare Marco dei titoli da lui conquistati sulla strada e dall’affrontare l’argomento in sedi ufficiali o con gli organi di informazione, giacché parlare di un provvedimento giuridicamente insostenibile può ledere in modo grave l’immagine di nostro figlio. In tutti i paesi civili le norme che regolano l’accertamento dei fatti di rilevanza giuridica presuppongono la salvaguardia del fondamentale ed inviolabile diritto di difesa. Lo stesso principio è posto alla base delle norme regolamentari sportive che reiteratamente e con chiarezza attribuiscono all’incolpato una serie di facoltà tendenti all’accertamento della verità che non può che scaturire dal contraddittorio e dall’esercizio delle garanzie difensive. Nel nostro caso riteniamo ignobile e soprattutto illegittimo che si parli di inchieste e addirittura di sanzioni nei confronti di una persona che purtroppo non può più difendersi né nominare persone che lo possano difendere. Noi però per l’amore che ci lega a lui e per il sentimento di giustizia che ancora ci informa, non intendiamo abdicare al nostro dovere di difendere la sua immagine ed il suo nome. Ed è per tale motivo che vi chiediamo ufficialmente di non parlare ancora di lui come di un qualsiasi altro atleta ancora in vita, ed è per tale motivo che vi diffidiamo ufficialmente ad intraprendere una qualsiasi illegittima azione che, contrastando le più elementari norme di diritto, ne infanghi il nome.