Bonucci: “Alla Juve a vita, i rigori li sbaglia solo chi li tira”

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Leonardo Bonucci, difensore della Juventus e della Nazionale italiana, è intervenuto all’evento Caffeina Cultura nella sua città natale, Viterbo, rispondendo alle domande a 360°, dai social network “che servono anche a mantenere i contatti fra noi calciatori” al mercato “con Llorente e Tevez il gap con le grandi d’Europa si è ridotto“.

CONTESTAZIONI IN BRASILENon vedevamo molto di cosa stava succedendo, vivevamo dentro una palla di vetro, protetti dalla scorta, ma ce ne accorgevamo: potevamo leggere il disagio negli occhi dei bambini“, queste le parole sulle forti contestazioni scoppiate in Brasile durante la Confederations Cup, con la minaccia di spostare la finale negli Stati Uniti.

LA SUA STORIA Leonardo ha raccontato anche la sua storia da calciatore: “Ho iniziato nel Treviso, non pagavano gli stipendi e spesso ho dovuto chiedere i soldi a mio padre: quegli anni hanno forgiato il mio carattere e mi hanno insegnato a non mollare mai. Non è stato facile neanche alla Juventus: ero un giovane pagato tanto e c’era molto scetticismo – ampiamente smentito sotto la guida di Antonio Conte – attorno a me. Spero di riformare in Nazionale la coppia con Ranocchia: eravamo davvero forti, lui menava e io impostavo, tornerà sui suoi grandi livelli“.

RULLO COMPRESSORE Parole anche per il mister Antonio Conte, che l’ha rilanciato come playmaker nella difesa a 3: “Vuole sempre vincere, chi lo conosce lo sa e chi non lo conosce deve impararlo al più presto. Ricordo la tournée americana, siamo arrivati alle 10 di sera e stavamo pensando di andare a mangiare, lui invece ci ha fatti correre prima, e dal mattino dopo è stato un rullo compressore. Ho capito subito che avremmo vinto, e così è stato“.

JUVE A VITA Il difensore, che ha visto il match contro la Fiorentina (per il quale era squalificato) dalla curva con i tifosi, ha espresso il suo attaccamento alla maglia: “Indosso due maglie prestigiosissime, quella della Juventus e quella della Nazionale, il mio sogno è realtà. Per il futuro spero di restare a vita nella Juve, la fascia da Capitano sarebbe un sogno: adesso è di Gigi, ma indossare la stessa fascia che è stata sua e di Del Piero sarebbe un grandissimo onore“.

PREMIATA DITTA Scherza anche sui movimenti di Lichtsteiner, che hanno portato tante reti ai bianconeri negli ultimi due anni: “Il primo scudetto, quello della rinascita bianconera, è stato il più bello: gran parte è di Pirlo, Lichtsteiner dovrebbe fargli un monumento per i gol che gli ha fatto segnare. E’ un giocatore dalla classe immensa, con stimoli continui, e non è assolutamente cupo come lo dipingono“.

IL CALCIO DI RIGORE Una battuta anche sul rigore sbagliato in Confederations Cup contro la Spagna: “I rigori li sbaglia solo chi li tira, chi parla male è solo invidioso. Per sdrammatizzare l’errore che mi è pesato tanto, voglio raccontare di un retweet che ho fatto a un mio fan, in cui c’era un’immagine in cui calciavo un pallone da rugby. Ecco, quella è stata la critica che mi ha messo più di buon umore, su cui si può scherzare“. Ve lo riproponiamo qui:

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