Mondiale U20: Francia passeggia sul Kizilkum, “Adios Spagna”!

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Nulla è scontato! Sembra questo il motto della rassegna mondiale turca. I due incontri di quarti di finale l’hanno dimostrato, almeno in parte.

Spagna – Uruguay: al Bursa Atatürk Stadyumu si gioca una partita che meriterebbe un pubblico migliore dei circa 7000 paganti di ieri sera. Due squadre che potenzialmente potrebbero entrambe vincere la manifestazione. Le piccole “Furie Rosse” partono con i favori del pronostico, favori che ormai gli iberici sembrano trascinarsi ovunque. Inizia il match e la trama del gioco viene già svelata. Solita Spagna, cultrice di gran possesso palla, teso ad allargare le linee nemiche, grandi fiammate dei giocatori più rappresentativi e l’ormai noto falso “nueve”. L’Uruguay al contrario si schiera con un modulo più “italiano”. Un 4-4-1-1 con terzini e ali pronte ad offendere, due centrocampisti abbastanza moderni, in grado di rompere gioco e crearlo a loro volta, un trequartista dall’estro e i piedi del classico dieci e una punta come Nico Lopez, schierata, evidenziando l’unico punto di contatto con gli spagnoli, a specchio rispetto a Jesé Rodriguez.

I minuti passano, la partita rimane quella. La Spagna sembra avere qualche idea in più rispetto ai sudamericani, quando la palla passa tra i piedi di Deulofeu o Oliver Torres le linee albicelesti tremano. In questo frangente però gli avversari sono molto bravi a contenerli. Il neo Manchester United Guillermo Varela riesce, per quanto possibile a limitare e fermare il canterano, Cristoforo e Acevedo, i due mediani sudamericani non buttano via i palloni che recuperano e li girano sapientemente al numero dieci De Arrascaeta, che a sua volta suole servire “El Conejo” Lopez, bravissimo a liberarsi della marcatura dei centrali spagnoli allargandosi spesso a sinistra. Su queste trame di gioco si chiudono i novanta regolamentari.

Qui la svolta, l’ “Ingeniero” Juan José Verzeri toglie un mediano (Cristoforo ndr) e inserisce Felipe Avenatti. Il gigante del River Plate Uruguay da una svolta alla partita. Da quel momento infatti i sudamericani giocano meno palla a terra e cercano più le sue sponde e i suoi colpi di testa, punto di forza del centravanti. Su palla inattiva soprattutto la portata da fuoco uruguagia aumenta sensibilmente. E’ infatti da un cross del solito De Arrascaeta che proprio il neo entrato, in orbita Cagliari, fulmina Sotres con un maestoso colpo di testa e porta avanti i suoi. Stenta a crederci anche lui, ma la Spagna è sotto e sta soffrendo. Soffre anche troppo dato che nel secondo supplementare non riesce più a pungere come prima e piano piano si spegne. Quando al 120° il messicano Orozco fischia la fine è gran festa per “Los Charruas” che in semifinale incontreranno Iraq o Corea.

Francia – Uzbekistan: partita sulla carta molto semplice per i transalpini che non deve assolutamente sottovalutare l’avversario. I giocatori francesi però hanno già esperienza e gran carattere e fin da subito iniziano a martellare i poveri uzbeki. Quest’ultimi resistono stoicamente per ben 30’, poi i “Blues” dilagano. Su grande iniziativa di Veretout il neo gunners Sanogo insacca da due passi. Appena tre minuti dopo Pogba, faro del centrocampo francese trasforma un rigore. Il gioco espresso dai “Galletti” è di un livello assolutamente più alto rispetto non solo chiaramente all’Uzbekistan ma anche rispetto ad ogni altra compagine della manifestazione. Con l’uscita della Spagna, i grandi favoriti restano loro. Al goal dello juventino ne seguiranno poi ben altri due che portano la firma di Thauvin e del gigante difensivo Kurt Zouma. La partita termina sul 4-0 e con un Uzbekistan che deve essere assolutamente fiero dei suoi ragazzi e dei risultati ottenuti. Al contrario i francesi non devono e non possono sedersi sugli allori. Nel prossimo turno affronteranno Ghana o Cile, unici ostacoli per la finale. I transalpini sembrano i più forti ma come ormai siamo abituati a vedere, lasciamo che sia il campo a parlare.