Borgonovo riavvicina Fiorentina e Milan

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“Con gli amici della Fiorentina siamo d’accordo di voler mantenere alta l’attenzione su questa malattia, che grazie alla forza e alla volontà di Stefano Borgonovo è conosciuta meglio, quindi se ogni anno si intende istituire una partita denominata ‘Trofeo Borgonovo’, il Milan è ovviamente a fianco della Fiorentina per contribuire a raccogliere fondi per lo studio di questa grave malattia”. Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani.

INIZIATIVA L’idea nata già quando sulla panchina viola sedeva Cesare Prandelli, potrebbe diventare un appuntamento fisso dei prossimi anni, come confermato dallo stesso dirigente rossonero, l’intento è, chiaramente, quello di sensibilizzare il mondo non solo sportivo riguardo una malattia, la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), che ogni anno miete moltissime vittime rendendo omaggio alla memoria di un grande uomo come Stefano Borgonovo, ex bomber di entrambe le compagini.

Quello che rende tutto più suggestivo non può che essere il termine “..amici della Fiorentina..”, soprattutto pensando che lo stesso Adriano Galliani, pochi mesi fa, in occasione dello scontro diretto al Franchi tra viola e rossoneri, furioso per le ingiurie a lui destinate dal popolo viola (in particolare da un bambino), si era detto quanto mai convinto a non mettere più piede nello stadio fiorentino, senza contare poi le schermaglie televisive con Montella e l’entourage viola durante la volata finale del campionato.

AFFARI Il calcio, come ben si sa, è fatto anche di “giochetti”, giri di parole e tanta, tanta diplomazia. Galliani è una “vecchia volpe” che sa il fatto suo, i tifosi viola, d’altro canto, non sembrano essere molto entusiasti del comportamento, in particolare della dialettica, del dirigente rossonero, alla luce soprattutto delle polemiche sopracitate e del tipo di comportamento che la stessa società milanese ha portato avanti nelle ultime sessioni di mercato proprio riguardo i tesserati della squadra Toscana. Il caso Montolivo, per quanto il giocatore non sia affatto rimpianto nel capoluogo toscano, e la possibilità, paventata nelle ultime ore, che questo tipo d’episodio possa essere replicato con Adem Ljajic, giovane di belle speranze, non fanno certo sorridere la viola e i suoi tifosi, derubati della qualificazione alla Champions in quei famosi “sei minuti di ordinaria follia” in cui a spuntarla fu proprio il Milan.

Attriti, rivalità, obbiettivi comuni o semplicemente mosse atte a destabilizzare, questo è Fiorentina Milan, squadre con un calcio diametralmente opposto, società dalle identità distanti anni luce, realtà diverse, eppure in costante collisione. In questo “Caos primordiale”, per di più nel giorno in cui la squadra viola assesta il colpo Gomez, forse il più bello dell’era Della Valle,  sarebbe bello pensare che l’ultimo “goal” di Stefano Borgonovo fosse capace di riappacificare, almeno sportivamente, i due ambienti, uniti in un intento, umano, di valore ben al di sopra del mero calcio giocato.