Il Giro d’Italia più Rosa lo vince Mara Abbott

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Si è conclusa domenica la 24a edizione del Giro d’Italia internazionale femminile, denominato quest’anno Giro Rosa 2013 e vinto dalla statunitense Mara Abbott, al suo secondo successo alla corsa rosa dopo quello del 2010. L’americana ha chiuso la rassegna ciclistica con 1 minuto e 33 secondi di vantaggio sull’azzurra Tatiana Guderzo, già campionessa del mondo su strada a Mendrisio nel 2009, e 2’18’’ sulla tedesca Claudia Hausler. Fuori dal podio la campionessa olandese Marianne Vos (vincitrice delle ultime due edizioni del Giro, nonché campionessa del mondo e olimpica in carica), solo sesta a oltre 4 minuti dalla leader.

Il Giro Rosa, che è la maggiore competizione a tappe del panorama ciclistico femminile, quest’anno è stato composto da 8 frazioni per un totale di 802 chilometri, dei quali 16 a cronometro; 3 gli arrivi in salita. La prima parte del giro è stata dominata dalla campionessa uscente Marianne Vos, la quale nelle prime quattro tappe ha avuto come peggior piazzamento due secondi posti, arrivati nelle volate delle prime due tappe: la 26enne olandese è stata battuta, infatti, prima dalla connazionale Kirsten Wild a Margherita di Savoia e poi a Pontecagnano Faiaino dalla due volte campionessa del mondo (2010 e 2011), l’italiana Giorgia Bronzini, la quale ha fatto tornare al successo un’atleta del belpaese dopo ben 4 anni dall’ultima affermazione di un’azzurra, targata Noemi Cantele, che vinse in solitaria a Cerro al Volturno nel 2009.

Cerro al Volturno che, curiosamente, è stato lo scenario della tappa successiva, dominata proprio da Marianne Vos che, dopo una lunga fuga, dopo aver domato lo strappo finale ha finalmente alzato le braccia al cielo, dando così un grosso scossone alla classifica generale. L’olandese si è ripetuta il giorno dopo a Castelfidardo, scattando all’ultimo chilometro e arrivando nuovamente al traguardo da sola. Dopo 4 tappe il giro sembrava dunque segnato, con la Vos che aveva 1’31’’ di vantaggio sulla Guderzo seconda in classifica, mentre la Abbott si trovava addirittura a oltre 2’ di distacco dalla maglia rosa.

Sugli arrivi in salita della quinta e della sesta tappa, rispettivamente sul Monte Begua e a San Domenico, l’americana ha fatto il vuoto, vincendo entrambe le volte con ampio margine e ipotecando la vittoria finale. La Abbott si è infatti presa tappa e maglia sul Monte Begua con 1’44’’ sulla giovanissima italiana Francesca Cauz (che chiuderà poi il Giro in maglia bianca), 1’49’’ sull’inossidabile Fabiana Luperini e 1’51’’ su un’ottima Tatiana Guderzo, mentre la Vos ha accusato un ritardo di oltre 5 minuti. Il giorno dopo è arrivata un’altra affermazione per la Abbott, che ha vinto con 24’’ sulla tedesca Hausler e 34’’ su una fantastica Cauz, che si è confermata una volta di più una grandissima promessa del nostro ciclismo. Guderzo e Vos ancora staccate, entrambe a oltre 1’ dalla vincitrice.

In un Giro Rosa ormai segnato c’è stato ancora spazio per due tappe: la settima frazione, a Corbetta, è stata vinta ancora da Marianne Vos (terza tappa vinta in questo Giro), che si è presa la sua rivincita battendo proprio la Bronzini. L’ottava ed ultima tappa è stata invece una cronometro di 16 chilometri tenutasi a Cremona, dominata da un’altra olandese, la specialista Eleonora Van Dijk. Trionfo finale, dunque, per Mara Abbott su Tatiana Guderzo e Claudia Hausler. Settima la maglia bianca Francesca Cauz, crollata nella tappa finale a cronometro, nella quale è arrivata a oltre 3 minuti dalla Van Dijk, mentre la Vos si è dovuta accontentare del sesto posto finale e della maglia ciclamino di vincitrice della classifica a punti. La maglia verde di miglior scalatrice è andata sempre alla Abbott, mentre quella azzurra di migliore italiana è stata vinta, ovviamente, dalla Guderzo.