Osvaldo sì, Osvaldo no, il tormentone estivo romanista

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La vicenda Osvaldo sta dividendo da mesi la calda estate dei tifosi romanisti, dal funesto 26 Maggio lui è l’uomo più discusso, e da quando è cominciata la stagione 2013-14 lo è ancora di più.

Potremmo dire che Osvaldo è ufficialmente sul mercato, proprio da quel giorno, ma ieri Francesco Totti ha compiuto un gesto d’altri tempi: ha preso il pallone per battere il rigore nell’amichevole contro il Bursaspor e l’ha consegnato all’italo-argentino. Di fatto un messaggio non troppo velato alla società: Osvaldo per la squadra è indispensabile.

Il centravanti ex-Espanyol in realtà ha già rifiutato le offerte del Southampton, vuole solo una grande squadra, ma è difficile che la trovi visto il caratteraccio che lo contraddistingue, e visto che i top club europei sono più o meno tutti ben coperti in attacco. Restava solo il City, che però in un batter d’occhio ha comprato Negredo dal Siviglia e Jovetic dalla Fiorentina, sbattendo le porte in faccia al buon Osvaldo.

Il ragazzo così continua a guardarsi attorno, ma l’unica possibilità sembra lo Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, che dovrebbe liberarsi di un altro bel centravanti dal carattere difficile (il brasiliano Hulk) in questi giorni, e dovrebbe sostituirlo al più presto, visto che il campionato russo è già partito da due settimane.

Le alternative sono ben poche per Osvaldo: o resta dov’è, ricuce il rapporto con la società e i tifosi, e mette freno agli istinti fumantini, oppure prepara la valigia per la fredda Russia, con l’opportunità di giocare la Champions League e di essere allenato da un grande manager come Spalletti.

Rammendare il rapporto con i tifosi in realtà non sembra poi così difficile. Nell’ultima amichevole pareggiata con i turchi del Bursaspor in effetti i pochi tifosi presenti erano per lo più dalla parte di Osvaldo e lo hanno incitato, e sappiamo bene come è facile passare dalla polvere all’altare in poco tempo nel mondo del calcio.

Rattoppare invece la situazione con la società, e in particolare con Walter Sabatini è troppo faticoso. Il direttore sportivo ha chiarito in maniera abbastanza sincera che delle bizze di Osvaldo non se ne può più, e che di fronte un’offerta che scavalchi i 16/17 milioni la Roma non ci penserà un attimo a mandarlo via. Ma così facendo Sabatini sa che dovrà tornare sul mercato, e portare all’ombra del Colosseo un attaccante che, come minimo, abbia le stesse capacità realizzative dell’italo-argentino, e non uno dei soliti colpi pescati dal sud-America (stile Gonzalo Bueno, per capirci).

Insomma, non è detto che Osvaldo andrà necessariamente via dalla Roma, ma per ora se si dovessero stimare delle percentuali al 70% il giocatore è sul piede di partenza. Con la possibilità di far giocare Totti a centro del tridente d’attacco di Garcia, ed aspettando il ritorno dell’eterna promessa Mattia Destro (sembra che ci sarà per l’inizio del campionato, in quali condizioni però non si sa), o addirittura ipotizzando un Erik Lamela falso nueve, la Roma difficilmente cercherà e troverà un centravanti di grande risonanza mediatica.

Così, la squadra capitolina si prepara alla terza tournée statunitense in 1 anno (tournée che si chiuderà col botto, il 10 Agosto contro il Chelsea a Washington) con un grosso problema sul groppone: Pablo Daniel Osvaldo, separato in casa, come ai tempi di Cassano, come ai tempi di Vucinic.