La favola Pressano, 950 abitanti e un posto in Europa


DiMaggio-Pressano

Quella che leggerete fra poche righe è la storia di un vero e proprio miracolo sportivo.

Pressano è un paesino di mille abitanti scarsi inerpicato sulle splendide colline dello Chardonnay, in Trentino. Tipico centro di piccole dimensioni, incastonato in una cornice meravigliosa, con ritmi di vita immaginabili. Gli uomini lavorano, tanto, specialmente nei vitigni, le donne più giovani sfornano bimbi, quelle meno li accudiscono, assicurandosi che non si allontanino troppo dall’oratorio, il paradiso di tutti i ragazzini del posto: un campo sportivo asfaltato, con due porte e un pallone. Gli adolescenti di Pressano, però, non giocano a calcio: la palla schizza di mano in mano a ritmi frenetici, senza pause e tatticismi, tra elevazioni e tuffi, finché qualcuno non realizza una rete. Poi si riparte, senza sosta. A Pressano si gioca a pallamano. 

GLI INIZI “Benvenuti nella zona dello Chardonnay” recita il cartello d’ingresso, posto lungo il chilometro e mezzo che separa Pressano da Lavis, il comune a cui la frazione appartiene. Il vino è tra i migliori d’Italia e non solo, non c’è che dire, però qui non si vive solo di quello. Così è almeno dal 1976, anno in cui un gruppo di ragazzi del paese, con una folle passione per uno sport sino ad allora sconosciuto, la pallamano, decise di costituire una vera e propria società.

Certo, la grande passione e il tanto impegno, agli inizi, non erano accompagnati da strutture sportive adeguate: i giocatori, nei primi anni,  dovevano allenarsi nella piazza del paese o nella palestra delle scuole elementari, quando il freddo diventava insopportabile. Il primo campo vero e proprio di cui il Pressano poté godere fu quello di Trento, poi nel 1980 ebbe finalmente a disposizione l’oratorio, nel centro del paese. Allora si posero le basi per la nascita di una simbiosi tra squadra e paese così forte da poter essere considerata una rarità nel panorama sportivo nazionale. “Chi è nato a Pressano è passato dalla pallamano” chiarisce subito il giovane addetto stampa della società, Luca Zadra, a cui brillano gli occhi mentre racconta la storia giallonera. Gli chiediamo lumi circa i successi recenti della squadra, ma veniamo immediatamente interrotti. Prima di citare le vittorie, bisogna capire da dove vengono.

IL SETTORE GIOVANILE “Il nostro orgoglio più grande, lasciando stare i risultati, è il settore giovanile, il fiore all’occhiello della nostra società. Nulla viene dal caso. La scelta societaria di puntare con decisione sui giovani del luogo, facendoli crescere seguendo le gesta dei campioni che si sono affermati in prima squadra, è il segreto del nostro successo. Siamo orgogliosi del nostro lavoro con i giovani, il non fare mai il passo più lungo della gamba puntando sulle risorse locali è il concetto cardine della nostra filosofia. Lavorare su quello che abbiamo, questo è il nostro motto”. Impossibile dargli torto, il settore giovanile della pallamano Pressano rappresenta davvero un qualcosa di unico a livello nazionale. Tutte le categorie, dagli Arcobaleno in poi, sono sempre state presenti ai nastri di partenza dei rispettivi campionati. Mai una defezione. Circa 160 ragazzini abbracciano oggi la “famiglia” del Pressano, sognando di ripercorrere le orme di Alessio Giongo, pressanotto doc, nel giro della nazionale italiana pallamano già da quando aveva 16 anni. Una vera e propria miniera sociale. I successi sono solo la naturale conseguenza di questo lavoro.

I RISULTATI Ma quali sono questi risultati di cui tanto tessiamo le lodi? Beh, riguardano il passato recente, anzi recentissimo.

Fino alla prima promozione in A1 (2006), per la verità, l’emozione più grande era stata la promozione in B al termine della stagione 1996/97, dopo un combattutissimo match contro il Chiusa giocato in un oratorio bagnato, a causa del diluvio, ma vestito a festa. Questa partita, fra l’altro, fu l’ultima giocata nel campo del paese: dal 1998 la squadra, infatti, disputa i suoi incontri casalinghi nella vicina Lavis.

Al termine della stagione 2005/2006 dicevamo, giunse la storica promozione in A1 (l’allora seconda serie nazionale, la prima era la serie A Élite), al termine degli spareggi di Roma contro Ambra, Casarano e Noci. Dopo 3 anni di assestamento, nella stagione 2010/11 avvenne la svolta. Il Pressano decise di cambiare mentalità: l’arrivo di un allenatore capace come Fabrizio Ghedin fu la mossa che cambiò la storia dei pressanotti. Gli acquisti del talentuoso Adriano Di Maggio (ala destra), del portiere Valerio Sampaolo e del portoghese Paulo Da Silva fecero il resto. La scelta di rinunciare ad un certo ripescaggio nella massima serie, disputando il campionato di A1 per far amalgamare bene la squadra e cimentare un forte spirito di gruppo, poi, si rivelò lungimirante. Le 17 vittorie su 20 incontri disputati (con le sconfitte giunte a campionato già deciso) e la successiva promozione in serie A – Élite furono solo una conseguenza dello strapotere dei gialloneri.

Un organico così forte non aveva bisogno di molto altro, così la società, in totale simbiosi con l’allenatore, decise oculatamente di puntellare la rosa con pochi ma mirati innesti: vennero acquistati il mancino Alessandro Dallago e l’italo croato Damir Opalic, due pezzi da novanta. Il primo anno nella serie A Élite fu un successo, con il quarto posto finale e l’accesso ai play-off frutto di un gioco a memoria e di un grande spirito di squadra. Fu questa l’annata in cui nacque il vero e proprio fenomeno Pressano: le presenze al “PaLavis” raddoppiarono, arrivando a toccare anche le 1.200 unità (media tra le più alte d’Italia). Un entusiasmo dilagante che attirò l’attenzione di Tv e giornali e spinse la squadra ad arrendersi solo in semifinale contro il Bolzano (futuro campione) fra gli applausi degli entusiasti tifosi del Pressano.

L’anno scorso la squadra non si è potuta più nascondere. Nella nuova serie A (non più Élite in seguito alla discussa riforma dei campionati), il Pressano ha vinto tutte le partite, perdendo solo in 3 occasioni. Due volte contro il Bolzano, una ai rigori (nella pallamano non è previsto il pareggio) l’altra di una rete: il divario si era assottigliato. Ma non abbastanza. Dopo 4 grandi prestazioni contro Conversano e Ambra, in finale i bolzanini hanno avuto nuovamente la meglio dei gialloneri, ipotecando la vittoria del campionato già nella gara d’andata dove hanno vinto con 9 gol di scarto. Ciò non ha rovinato la festa. Quale festa? Quella dei tifosi pressanotti, numerosissimi sugli spalti in occasione della gara di ritorno ed entusiasti al fischio finale per il successo della propria squadra, capace finalmente di battere il Bolzano (anche se inutilmente).

La stagione scorsa non verrà ricordata, comunque, solo per il raggiungimento della finale play-off. Un avvenimento ancor più storico ha infatti interessato la squadra del paese trentino: l’esordio in Europa, nel torneo dei più forti, la Challenge Cup. Il sorteggio non è stato benevolo visto che i ragazzi di Ghedin si son subito trovati di fronte la squadra più forte della competizione: lo Ska Minsk, poi vincitore, che non ha avuto pietà dei trentini, eliminandoli dal torneo.

Per i gialloneri sono stati, comunque e come sempre, solo applausi.

Magari la prossima stagione sarà quella giusta per trionfare in campionato e cercare di sorprendere tutti in Europa. Ruben Chistè (uno dei tifosi più caldi nonché figlio del vice-presidente e socio-fondatore della squadra, Giorgio), fondamentale per la riuscita di questo articolo, starà  sicuramente facendo gli scongiuri.

Noi speriamo di portargli fortuna, augurando al Pressano di aggiungere al più presto un altro capitolo alla sua meravigliosa favola.