Balotelli: “Sono un esempio, non ho paura del razzismo”

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Zitti tutti, parla Mario Balotelli. E, come al solito, non è mai banale: l’attaccante in forza al Milan è stato intervistato da Sports Illustrated, la più prestigiosa rivista sportiva del mondo. Si è parlato di molte cose, dal suo atteggiamento verso il razzismo all’incontro col Papa, sino ad arrivare alla sua vita quotidiana. Ecco alcuni scampoli di intervista alla rivista statunitense.

IL RAZZISMO La tematica più importante toccata da SuperMario è proprio quella del razzismo, dal quale è stato bersagliato molto spesso nel corso della sua carriera: “E’ come le sigarette, non smetti di fumare se non lo vuoi veramente. Nella prima di campionato, contro il Verona, se verrò bersagliato da cori razzisti proverò a segnare con tutto me stesso, e una volta che avrò segnato dirò qualcosa. Sicuramente non abbandonerò il campo: se i bambini mi considerano un loro modello per me è una grande responsabilità“.

A Verona Mario è sempre stato accolto male, basta pensare allo scorso anno, quando ha dichiarato: “Ogni volta che vengo qui questo pubblico mi fa sempre più schifo“.

VITA IN UK Mario ha vissuto due anni intensi a Londa, in cui ne ha combinate un pò di tutti i colori: non solo cose negative però, il Times ad esempio l’ha inserito fra le 100 persone più influenti del mondo. L’attaccante della Nazionale ha parlato del suo soggiorno anglosassone: “Sono partito per Manchester che ero un ragazzino, quando sono tornato a Milano ero un uomo. A livello sportivo cerco sempre di essere il migliore“.

TUTTI I GIORNI Per quanto a molti possa piacere, non è facile vivere sotto i riflettori: il mondo è pieno di gente che ti riconosce, difficile trovare un po’ di tranquillità. Come racconta “Mr. 45”, come si è definito su Twitter: “Qualche anno fa ero stato in vacanza a New York, nessuno mi riconosceva. Adesso è diverso: la gente mi ferma per strada per farsi delle foto con me o per avere un autografo“.