Le prime idee partenopee di stagione

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di Bruno Gaipa

Meno corsa e più manovra: è un Napoli diversamente vincente… Corre. Manovra. Molto. Produce tanto gioco. A tal punto da sembrare di tenere sempre il pallino della gara. Era accaduto nell’ultima amichevole estiva contro il Benfica. Si ripropone nella prima ufficiale di campionato. Certo l’ avversario non è proibitivo, e appare lontano anni luce dal Bologna bestia nera degli scorsi anni. Pioli deve ancora far metabolizzare bene il cambio tattico. I felsinei hanno abbandonato il 3-5-2 e propongono, come i partenopei, l’europeo 4-2-3-1.

IL SEGRETO – La linea a 3 con Pandev, solito genio, Callejon motorino inesauribile e Hamsik, fuoriclasse vero, con Higuain a fare da punto di riferimento per le manovre offensive e a prosciugare parte delle risorse difensive avversarie. Questa la grande arma del nuovo impianto di gioco. Mertens e Insigne recitano subentrando esattamente lo stesso ruolo e sembrano perfino poter devastare la difesa felsinea quando si passa al 4-3-3 nel finale con il debutto del giovane Radosevic. Già, pare che Benitez voglia puntare molto sul ragazzo, l’anno scorso snobbato più delle volte, ma che sembra essere arrivato al momento giusto per iniziare a far vedere le sue doti da interdittore puro.

L’EQUILIBRIO – Grande equilibrio proprio in mezzi al campo. Già, a centrocampo, dove il solito Behrami non concede un centimetro, affiancato da Inler che spesso lo aiuta e che partecipa alla manovra. E la difesa, che con la linea a 4 concede davvero pochissimo al nazionale Diamanti, alla bestia nera Konè, e al più volte vicino all’azzurro, Rolando Bianchi. Britos, leggero in qualche occasione sembra beneficiare della sicurezza che pare avere tutto il reparto. Albiol su tutti. Maggio e Zuniga che rispetto al Napoli delle scorse stagioni, partono da dietro, e sono attenti a non farsi infilzare prima di proporre ai compagni l’ennesima azione offensiva. Reina, poco impegato, sicuro, determinato, consapevole della propria forza ed esperienza.

NUOVO E DIVERSAMENTE VINCENTE – C’era attesta per la prima ufficiale. Non ci si aspettava un esordio facilissimo. E invece le premesse sono più che rosee. Certo siamo ad agosto, e solo all’inizio, dunque i facili entusiasmi vanno contenuti, ma la sensazione è che questa squadra sia razionalmente consapevole, quadrata e cosciente della propria forza. Meno impulso e fatica fisica, più determinazione ed organizzazione tattica. Ecco le vere differenze tra il mago Walter, che a Milano apprezzeranno di certo, e Don Rafè, al secolo Rafael Benitez Maudes, autentico professore del calcio, personaggio simpatico e carismatico, vero perno attorno il quale è appena iniziata ufficialmente l’era post Cavani. Un saluto azzurro a chi ha nel cuore il Napoli e nella mente Idee Partenopee