Juventus, il futuro a metà di Berardi e i dolori del giovane Kempf

Domenico-Berardi

Domenico Berardi da Cariati Marina aspettava questo momento da quasi un anno. Da quando con le sue prestazioni eccellenti, nella trionfale cavalcata del Sassuolo verso la massima serie, ha attirato su di sé le attenzioni di tanti addetti ai lavori. Soprattutto due: Beppe Marotta e Fabio Paratici. Appena lo hanno visto si sono innamorati di lui e devono essersi detti qualcosa del tipo: “Questo dobbiamo prenderlo per forza”. Detto, fatto. E’ stato un anno di sondaggi, offerte, incontri col Sassuolo, tentativi di collaborazione più o meno riuscita pur di arrivare a questo momento. L’ufficializzazione del passaggio del talentuossissimo attaccante esterno in bianconero. In realtà, per ora, è stato acquisito solo in comproprietà nell’ambito delle operazioni che hanno portato Marrone e Ziegler in neroverde. Saranno loro, soprattutto il primo, a spiegare in questa stagione (probabilmente l’ultima) che Berardi giocherà con la maglia del Sassuolo prima di approdare alla corte di Antonio Conte tra 12 mesi, cosa voglia dire indossare la maglia della Juventus, giocare in un catino tanto infernale quanto moderno come lo Juventus Stadium, lottare sempre per un unico obiettivo: vincere. C’è da giurare però che il giovane Domenico, ragazzo posato e mai sopra le righe, stia studiando da un bel pò quello che succede in vetta alla classifica e quello che chiede Antonio Conte ai suoi ragazzi, a partire dall’impegno e dalla voglia di dare sempre il massimo. Due caratteristiche che non difettano a Berardi, se poi vi si aggiunge anche il talento va da sè che i presupposti per imporsi tra un anno ci sono tutti. Intanto la dote che potrebbe tornargli più utile è la pazienza ma, d’altro canto, sta aspettando la Vecchia Signora da un anno continuare ad attendere per un’altra stagione non dovrebbe pesargli più di tanto.

NON SONO PRONTO- Chi non aveva da attendere altro che un volo diretto Francoforte-Torino è Marc-Oliver Kempf. Tedesco, classe 1995, difensore mancino dal fisico statuario e dal talento cristallino col vizio del gol come dimostrano i tre segnati nelle prime tre partite di Bundesliga Junior. Su di lui c’erano le attenzioni di mezza Europa con Inter e Borussia Dortmund su tutte. Ma Marotta e Paratici, che quando si tratta di fiondarsi su un talento lo fanno senza troppe remore (vedi Pogba), erano stati abilissimi nel bruciare la concorrenza e trovare l’accordo con l’Eintracht Francoforte, in cui milita il ragazzo, mettendo sul tavolo del giovane Marc-Oliver un contratto pronto (quello che alcuni attendono per una vita senza vederlo mai) e una penna stilografica pronta a sancire tutto. Inizialmente Kempf era entusiasta, pronto a lanciarsi nella nuova avventura. Ma, evidentemente, lo spirito avventuriero non è esattamente la sua caratteristica principale. All’ultimo momento, infatti, Marc-Oliver nel candore dei suoi 18 anni si è tirato indietro ammettendo di non sentirsi pronto. Non tanto a misurarsi in un grande club come Madama ma, più che altro, a lasciare la Germania, quella Francoforte in cui è cresciuto per iniziare la sua avventura bianconera. Scelta discutibile ma comprensibile se si considera, e spesso si tende a non farlo, che dietro un calciatore tante volte si nasconde un ragazzo, poco più che bambino, che può legittimamente non sentirsi pronto a cambiare vita.