Giaccherini: “Via per orgoglio. Di Canio simile a Conte”

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Così interviene Emanuele Giaccherini in conferenza stampa direttamente dal ritiro della Nazionale. Una scelta, quella di lasciare la Juventus, dolorosa per un giocatore che aveva incarnato al meglio lo spirito dei bianconeri.

VIA PER ORGOGLIO – “Nel calcio manca un po’ di riconoscenza, questo è sicuro. Ci sono state delle bandiere che potevano meritare qualcosa di più, ma ogni giocatore deve intraprendere le proprie strade e fare ciò che fa stare bene. Il calcio è un momento di passaggio della vita, è lavoro, ad un certo punto finisce e viene messo da parte. Andare via dalla Juve è stata una scelta molto difficile, ma ho valutato tutti gli aspetti – non solo economico – e ho deciso, anche perché Prandelli mi ha detto di stare tranquillo, che mi avrebbe tenuto sempre in considerazione. Però è stata dura, è stata una scelta di vita che mi consente di giocare con continuità, pur rinunciando alla Juve che è il top a cui potessi mai arrivare. Un giocatore, però, deve anche guardarsi dentro, l’orgoglio ha inciso. Uno deve cercare di essere protagonista. Alla Juve lo ero quando giocavo, però è vero che giocare sempre aiuta. Se mi avesse contattato un top club italiano non me ne sarei già andato perché ero già in un top club. Dal punto di vista della qualità tecnica della squadra per me è un passo indietro, perché in bianconero lottavo per lo scudetto e disputavo in Champions mentre il Sunderland gioca per la salvezza, ma devo pensare anche ad essere protagonista. Le parole di Conte sulla mia cessione sono stata una soddisfazione. Due anni fa dovevo dimostrare di essere alla Juve e credo di esserci riuscito. La dirigenza? Deve fare le proprie valutazioni. Sicuramente non ero titolare, poi grazie alla Confederations Cup che mi ha messo in mostra, ha preso questa decisione grazie a cui hanno tratto vantaggio, pur con il rammarico mio, perché andare via dalla Juve è sempre doloroso”.

PREMIER LEAGUE – La Premier però è il campionato più affascinante che ci sia: “Per me è ancora da scoprire. Sono contento. Penso di avere cominciato bene, anche se i risultati non sono stati all’altezza dalle nostre prestazioni. E’ un torneo difficile, si gioca meno calcio, ma c’è più fisicità, più lanci lunghi per prendere la seconda palla, ci sono ritmi più alti”.

DI CANIO COME CONTE – “Di Canio in molti aspetti è simile a Conte, mi sono trovato a mio agio. Ha bisogno di tempo, ci sono molti giocatori nuovi, ma sta dando la sua impronta. La Confederations mi ha dato tanta fiducia perché ho giocato contro le Nazionali più forti e sono stato all’altezza. Se sono qua è perché lo merito. Ora abbiamo due partite in casa (contro Bulgaria e Repubblica Ceca, ndr) per chiudere il conto subito, consentendoci così di affrontare le prossime partite con serenità. Settembre per la Nazionale è sempre un problema, gli avversari sono più avanti dal punto fisico, ma stiamo lavorando bene. Conte c.t. per il dopo Prandelli? Sta bene alla Juve in questo momento…”.