Conte vs Mazzarri, anche per loro è derby d’Italia

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Alla classica rivalità tra Inter e Juventus che fa del derby d’Italia una delle partite più calde del campionato, quest’anno se ne aggiunge un’altra: quella tra Conte e Mazzarri. Una rivalità mai nascosta ma nemmeno ostentata, un’antipatia forse viscerale che parte da una base comune in entrambi i tecnici: quella voglia di vincere e di primeggiare che li spinge a non guardare in faccia a nessuno, anzi a guardarsi in cagnesco. Passati diversi quelli dei due tecnici; tanta gavetta per Mazzarri che prima di giungere sulla panchina nerazzurra è passato per quelle di Acireale, Pistoiese, Reggina, Sampdoria e infine Napoli. Carriera più da predestinato invece per Conte che dopo le palestre di Arezzo, Bari e la breve esperienza con l’Atalanta, è giunto alla Juventus per volere di Andrea Agnelli, che in lui vedeva quello spirito bianconero vincente che si era perso nelle stagioni post 2006.

Il punto più alto (o più basso) della rivalità tra i due tecnici viene raggiunto dall’altra parte del mondo,in quel di Pechino. Agosto 2012, Napoli e Juventus si giocano la Supercoppa. Mazzarri manda delle spie, puntualmente scoperte, nel ritiro bianconero per osservare le mosse tattiche di Conte, sostituito in panchina da Carrera causa squalifica. E la partita non aiuta certo a placare gli animi: il Napoli perde la sfida e diserta la premiazione in segno di polemica nei confronti dell’operato della terna arbitrale. La Supercoppa lascia Pechino con un Mazzarri furioso e un Conte festante per la conquista del trofeo. Un’altra causa degli attriti tra i due è la questione del modulo, forse l’unica cosa che li accomuna sul serio. Il 3-5-2 è da sempre il credo tattico di Mazzarri, che lo ha accompagnato in tutte le sue esperienze e col quale ha raggiunto risultati importanti. Conte invece ha sposato questo sistema di gioco più di recente, proprio in un pirotecnico Napoli-Juve del 2011 finito 3-3 con rimonta bianconera; proprio da quella sfida nasce l’accusa del tecnico livornese al collega di averlo “copiato”.

Ma domani le panchine saranno diverse, Inter contro Juventus, da una parte Mazzarri dall’altra Conte, probabilmente ognuno andrà per la sua strada osteggiando indifferenza per l’altro, pronti a vivere un nuovo capitolo di questa nuova rivalità nel calcio italiano.