6/a giornata di Premier League, la fuga dell’ Arsenal ed il terremoto di Manchester

ScreenShot002

Lo spettacolo era facilmente prevedibile nella 6/a giornata di Premier League, aperta dallo scontro al vertice tra i due grandi nemici Andrè Villas Boas e Josè Mourinho. I due portoghesi, giunti al match in situazioni di classifica e mentali del tutto diverse, hanno mantenuto gli schieramenti classici, dando vita ad un match aperto ad ogni risultato. Molto Tottenham e poco Chelsea nei primi 45°, complice un pressing alto, asfissiante ed una gestione della palla da top team da parte degli Spurs, passati in vantaggio con un piattone di Sigurdsson. Soprendentemente nella seconda frazione di gioco, in barba ad ogni previsione ed interviste infrasettimanali, l’ Happy One toglie Obi Mikel e lancia nella mischia il chiacchieratissimo Juan Mata. Il castigliano ribalta il match, andando in goal prima di esser fermato per fuorigioco dal guardalinee e servendo poi la palla del pareggio ad un preciso John Terry. L’ 1-1 finale rispecchia il gioco espresso dalle due squadre, assolutamente alla pari seppur una nel primo ed una nel secondo. Si può parlare di 1 contro 1 se si vuole dare un titolo alla lotta greco-romana svoltasi parallelamente al match, con protagonisti il belga Vertonghen ed il Niño Torres, espulso nel finale proprio per un contatto col suo diretto marcatore.

Pianto pomeridiano per la città di Manchester. Un cataclisma degno da previsione di biblica memoria ha gettato nello sconforto le due fazioni da sempre opposte, ma unite oggi dal dolore della sconfitta. A David Moyes è stata impartita una lezione di tattica dal collega Clarke del West Bromwich. I Baggies per tutta la durata del match sono sempre sembrati molto più in palla, organizzati e convinti di poter uscire dopo 35 anni da Old Trafford con la posta in palio. Amalfitano nel tempio di George Best ed Erìc Cantona si è inventato una giocata che anche alla Play Station si farebbe fatica ad imitare, Berahino un’ imbucata da biliardo come tanto piacevano ad Andy Cole. Inutili gli ingressi di Van Persie, Januzaj e Fellaini, contro il West Brom oggi non c’era niente da fare. Situazione kafkiana anche al Villa Park, dove un City in pieno controllo, si è fatto scappare un match nel finale, concedendo due opportunità prontamente sfruttate da Leandro Bacuna e da Weimann, bravo a sfruttare un preciso rilancio di Guzan e ad ièncenerire Hart, numero uno della nazionale inglese. Cambiano i manager, non i problemi per il Citizens. C’è sempre la sensazione che sia una squadra slegata, senza unione, che si affida sempre ai singoli e poco al collettivo.

Importanti vittorie in chiave salvezza per Southampton, dove Osvaldo ha trovato la sua prima marcatura nella sua esperienza britannica, Cardiff ed Hull, mattatore ancora Brady, infallibile dagli 11 metri.

Alle 18.30 i Gunners hanno chiamato l’ ascensore che alle 20:15 li hanno portati in cima al campionato, distaccando il Tottenham ed una eventuale vittoria del Liverpool nel posticipo, di due punti. Se hai un gruppo forte, deciso, guidato da un manager tra i più bravi al Mondo, tutte le assenze del mondo finiranno per non pesare minimamente. Arriva l’ennesima vittoria (contro uno Swansea ben messo in campo), arriva l’ ennesimo goal di un Ramsey lanciato verso il Player of the Month, arriva la prima gioia per Serge Gnabry, ala destra di origini tedesche proveniente dall’ Academy. Non è più un caso che l’ Arsenal stia così in alto, è tornato e fa finalmente sul serio. Ci aspettiamo che seguan la scia della parte del Nord di Londra anche la città di Manchester. Amiamo i campionati avvincenti e combattuti, per ora questo è avviato verso un massacro, un massacro a colpi di palle di cannone.

6/a giornata Barclays Premier League

Tottenham 1 – 1 Chelsea (Sigurdsson – Mata)

Aston Villa 3 – 2 Man. City (El Ahmadi, Bacuna, Weimann – Tourè, Dzeko)

Fulham 1 – 2 Cardiff City (Ruiz – Coulker, Mutch)

Hull City 1 – 0 West Ham (R.Brady)

Man. United 1 – 2 West Bromwich (Rooney – Amalfitano, Berahino)

Southampton 2 – 0 Crystal Palace (Osvaldo, Lambert)

Swansea 1 – 2 Arsenal (Davies – Gnabry, Ramsey)