Arsenal, il regno di Arsene Wenger

Arsene Wenger Mesut Ozil

Iniziamo subito a mettere le cose in chiaro: l’Arsenal visto quest’estate nell’Emirates Cup è un lontanissimo parente della squadra che si può ammirare in queste settimane. Chi credeva che il regno di Arsene Wenger potesse terminare dopo aver perso tanti obiettivi di mercato puntati da tempo, uno di questi è stato Gonzalo Higuain, dovrà ricredersi. Il francese, con la sua esperienza e le sue indiscutibili qualità di manager, è riuscito a creare un mix di gioventù e giusta esperienza tale da impensierire qualsiasi avversario. La ciliegina sulla torta è arrivata proprio negli ultimi giorni di mercato, con il tedesco Mesut Ozil, acquistato dal Real Madrid. Uomo dall’assist facile, il trequartista è in grado di proiettare i Gunners verso la vetta della Premier League.

Ma oltre Ozil c’è un impianto di gioco ben delineato. C’è una squadra che sembra aver trovato il suo equilibrio. Un manager che, non riuscendo a strappare alla concorrenza una prima punta di valore, ha lavorato di gomito per valorizzare al meglio la rosa che ha a disposizione. Un esempio tra tutti? Olivier Giroud. L’attaccante francese, in lista di sbarco per tutta l’estate, si è imposto come vera e propria sorpresa di inizio stagione mettendo a segno 4 gol in 6 presenze. Ma chi sembra pronto al salto di qualità è Aaron Ramsey. Talento straordinario, che a 23 anni ha già sulle spalle il peso di un veterano. Avvio folgorante, poi un gravissimo infortunio nel 2010 con doppia frattura di tibia e perone lo costringe a fermarsi e a ricominciare. Di nuovo in prestito per due anni e poi il definitivo ritorno alla casa madre, l’Arsenal, che davanti alla sfortuna di questo ragazzo, ha sempre reagito dandogli la giusta fiducia. E il gallese sta ripagando tutto questo affetto, con gol e prestazioni da top player. Otto gol in nove presenze disputate finora, una marcia sfavillante.

Nell’ultimo match giocato dai Gunners, dati i numerosi infortuni, Wenger non ha potuto permettersi un turnover all’altezza. Solito 4-2-3-1 con Ozil in campo per 88 minuti. Un 1-2 maturato nel secondo tempo con il primo gol in partite ufficiali del tedesco Gnabry, ragazzo dell’ Academy che proprio in settimana aveva fallito un calcio di rigore in League Cup. 21 tocchi consecutivi per sbloccare la partita, possesso palla esasperato e la pazienza di trovare il varco giusto. Ha chiuso il match il solito Aaron Ramsey.Per martedì dovrebbe rientrare il regista Tomas Rosicky, qualità elevatissime e troppo spesso sottovalutato nel suo ruolo, per il resto è previsto il classico quartetto difensivo con Sagna – Mertesacker – Koscielny – Gibbs. A centrocampo come detto ballottaggio tra Flamini e Rosicky, con Ramsey confermatissimo e infine la batteria di trequartisti Gnabry – Ozil – Wilshere, in avanti Giroud. Non saranno presenti i lungodegenti Diaby, Oxlade-Chamberlain e Podolski, così come Walcott, infortunatosi recentemente. In dubbio l’esterno spagnolo Santi Cazorla, dolorante alla caviglia.

Arsene Wenger professa lo stesso linguaggio calcistico di Rafa Benitez. Sarà una partita aperta e sicuramente spettacolare. Modulo a specchio, possesso palla continuo e ricerca della verticalizzazione improvvisa attraverso lo scambio veloce. Due maestri a confronto. Due squadre pronte ad esaltarsi anche in Europa.