7/a giornata di Premier League, lo slalom di Morrison e i cambi di Mou

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Fermi, è tempo di respirare! Dopo un’ apnea durata 7 intensissime giornate, la Premier League lascia spazio alla nazionale e dà il via ai primi pronostici sul proseguio della stagione. Se l’ Arsenal nonostante l’ 1-1 al The Hawthorns mantiene la vetta, il Liverpool, trascinato da Suarez e Sturridge, agguanta i Gunners e si stacca dal gruppo defilato formato dal Chelsea, vittorioso nelle Norfolk grazie agl’ abili cambi del Vate di Stùbal che stravolge il match inserendo Hazard e Willian, e dal sorprendente Southampton di Pochettino. I Saints con il loro gioco d’ impronta latina stanno mietendo vittime illustri, ultima lo Swansea che tanto aveva impressionato nell’ inizio di stagione.

Il Manchester City passa in tranquillità con l’ Everton, ma nessuno è pronto a scommettere pesante sui Citizens. Le vittorie non devono far dimenticare il problema principale che affligge la metà blue di Manchester da quando sono arrivati i petroldollari: ci sono i campioni, non ci sono gli uomini. La squadra delle figurine non ha una anima, forse non ne ha mai avuta una, avendo un titolo all’ ultimo secondo grazie alla prodezza di un singolo ed alla paura e alla pochezza di motivazioni che il Queens Park Rangers aveva nel finale. Le prodezze di quei singoli che quando si bloccano, mandano tutto quello fatto di buono in malora. Che senso ha acquistare Negredo (gran giocatore e gran attaccante) se hai già gente del calibro di Edin Dzeko e Aguero? Neanche il Barcellona ha le alternative che hanno i Citizens. Possibile che non esistessero centrocampisti che costassero meno di 40M? Sì, lo dico io, o chiedetelo a Wenger che ne ha tesserato uno a parametro 0. Continuando così, l’ emiro si stuferà e abbandonerà baracca e burattini, facendo tornare il City nel limbo, succube dello United e delle altre potenze britanniche.

Non sta certamente meglio il Manchester United, costretto ad aggrapparsi a Januzaj per sbarazzarsi dell’ultima in classifica. Chapeau a Moyes per aver dato fiducia ad un ragazzo dell’ Academy, ma il problema sta nei veterani, nelle colonne portanti tanto legate ai metodi e alla persona di Sir Alex Ferguson. Si sta rivivendo in un certo senso la stessa situazione che c’era all’ Inter nel post Josè Mourinho.

Un altro portoghese,  Andrè Villas Boas, è stato co-protagonista di una delle partite più esaltanti di quest’anno: la sfida con il West Ham. Gli Hammers di Big Sam Allardyce, in barba alle critiche e ai pronostici sfavorevoli, hanno dimostrato come corsa e cuore possano sopperire alla qualità e ad un gioco brioso. Non che dalle parti di Upton Park non abbian qualità, anzi, è da vedere e rivedere la serpentina da Play Station di Ravel Morrison, altro rimpianto di Ferguson dopo Pogba, che ha portato allo 0-3 finale.

Una Premier che per ora si ferma, ma che è pronta a ricominciare tra 15 giorni, dandoci in pasto una delle sfide più attese dagli amanti dell’ old football: Aston Villa vs Tottenham.

Sabato 5 Settembre
Manchester City-Everton 3-1
(16′ Lukaku (E), 17′ Negredo (M), 45′, 69′ rig. Aguero (M))
Fulham-Stoke City 1-0
(83′ Bent)
Liverpool-Crystal Palace 3-1
(14′ Suarez (L), 17′ Sturridge (L), 38′ rig. Gerrard (L), 77′ Gayle (C))
Hull City-Aston Villa 0-0
Cardiff City-Newcastle 1-2
(31′, 39′ Remy (N), 58′ Odemwingie (C))
Sunderland-Manchester United 1-2
(5′ Gardner (S), 55′, 61′ Januzaj (M))

Domenica 6 Settembre
Norwich City-Chelsea 1-3
(4′ Oscar (C), 68′ Pilkington (N), 85′ Hazard (C), 86′ Willian)
Southampton-Swansea City 0-2
(19′ Lallana, 83′ Rodriguez)
WBA-Arsenal 1-1
(42′ Yacob (W), 63′ Wilshere (A))
Tottenham-West Ham 0-2
(66′ Reid, 73′ Vaz Te, 80′ Morrison)

CLASSIFICA: Arsenal 16, Liverpool 16, Chelsea 14, Southampton 14, Manchester City 13, Tottenham 13, Everton 12, Hull City 11, Manchester United 10, Aston Villa 10, Newcastle 10, WBA 9, West Ham 8, Cardiff City 8, Swansea City 7, Stoke City 7, Fulham 7, Norwich City 7, Crystal Palace 3, Sunderland 1.