L’ Inghilterra vola a Rio! Staccato il pass mondiale grazie a Rooney e Gerrard.

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Le numerose occasioni per Lewandowski, le parate di Szczesny e il tifo incessante dei polacchi sugli spalti. Ieri a Wembley sembrava tutto apparecchiato per gettare nello sconforto ancora una volta gli inglesi. La paura ed il timore hanno dominato sul match, quella paura di non volare in Brasile per gridare ancor più forte che i maestri del calcio sono tornati, lì in cattedra, lì a dettare legge.

Le espressioni di Hodgson potrebbero essere usate come film del match, come film di un girone ostico come non mai. Lui, il CT, sempre serio e professionale, al goal di Wayne Rooney si è lasciato andare ad una esultanza liberatoria, braccia alte ed un sorriso degno del miglior Mr Bean. Un goal dal sapore particolare, perchè arrivato un momento di estrema difficoltà per la nazionale inglese. Il pareggio in Ucraina squarciò il futuro dell’ ex Fulham e Liverpool sulla panchina dei Three Lions. Il non gioco, il tanto possesso palla inconcludente ed i pochi giovani da lanciare, erano temi su cui si dibatteva per l’ adeguatezza al ruolo del burbero Roy. Una settimana fa però è scattata la scintilla, quella scintilla che ieri ha permesso di sbarazzarsi di una grintosa Polonia e staccare il pass mondiale per Rio de Janeiro.

Il saggio dice che i leader si vedono nel momento dei bisogno. Mai affermazione più giusta. Il colpo di testa di Rooney e l’imbucata di Gerrard hanno risvegliato nei tifosi quell’ orgoglio e quella passione affievolita. Il teatro di Wembley si è trasformato in un catino rovente. L’ urlo finale rimarrà negli annali. Ora inizia il difficile, ora inizia il periodo d’avvicinamento alla Coppa del Mondo, che dalle parti di Londra manca da fin troppi anni. Si può, si deve cambiare qualcosa. Si devono tenere d’occhio giovani di caratura come il fantasista Ravel Morrison, il regista Ward-Prowse, l’attaccante Berahino ed il terzino destro Carl Jenkinson.

Brasile, Spagna e Germania sono ancora troppo forti, non imbattibili, non imbattibili per loro…gli inglesi, i maestri.